Ludwig

Heart speaks to heart


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L’abbraccio della Croce

Ormai sono più di dieci anni che vivo un’avventura che ha dello straordinario, dei colori così vari e nello stesso tempo forti ed indefiniti che continua ad essere una sorpresa continua, sempre meravigliosa.

Nonostante tutto.

Quello che risulta essere forse più difficile da gestire è l’abbandono, il distacco dalle persone incontrate lungo tutti questi anni, lungo strade inimmaginabili prima. Forse è la cosa che più colpisce chi guarda da fuori il genere di vita che conduco: tanti sacrifici per costruire relazioni, tante amicizie (spesso autentiche) costruite e poi via, si parte di nuovo.

Si ricomincia di nuovo.

Tutto daccapo.

Come questo punto.

Umanamente non è spiegabile, perché si tratterebbero di traumi infilati uno dietro l’altro, di una sofferenza dovuta al distacco moltiplicata per tutte le persone che ho incontrato. Ma alla luce della fede, di fatto, si chiama purificazione.

Il Signore ha scelto di essere inchiodato alla Croce per non poter più chiudere le braccia e trattenere così qualcuno, fosse anche la sua Madre. E’ un abbraccio cosmico, nel senso letterale del termine, che cioè abbraccia tutto l’universo.

E siccome non sono Dio (per fortuna), ogni tanto i MIEI chiodi si allentano e c’è bisogno di qualche martellata che rimetta le cose al giusto posto.

Sotto un certo punto di vista, per me, non è questo il tempo vero degli abbracci: quello deve ancora arrivare e il quando lo sa solo Lui.

E’ allora che mi saranno tolti i chiodi dalle mie mani per poter abbracciare tutti in un abbraccio senza inizio e senza fine.

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