Ludwig

Heart speaks to heart


1 Commento

Curriculum mortis

“La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé:

Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse -: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!“.

Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?.

(Lc 12,16-20)

Questo è un periodo in cui mi ritrovo a fare tanti curriculum vitae per varie persone che conosco e che mi chiedono una mano nel compilarli: sono più o meno farciti di attività, di esperienze fatte a vario titolo e spesso noto la differenza tra chi ha vissuto più a lungo e chi no. Questi ultimi risultano essere ancora acerbi e, naturalmente, poveri di esperienza.

Proprio questo mi ha portato a riflettere sul senso di quello che facevo, in modo particolare riguardando il mio di curriculum che proprio in questi due anni ha avuto un notevole incremento. L’elencare il bagaglio di cose fatte e di competenze acquisite dentro di me strideva (e continua a farlo) giusto un po’, per il semplice motivo che mi chiedo che senso abbia tutto questo.

Il curriculum diventa un qualcosa che può testimoniare contro di me, piuttosto che a mio favore, specialmente se lo guardo dalla prospettiva dell’eternità: non saranno questi fogli di carta che il Signore mi richiederà nel tempo opportuno, ma proprio quello che non è scritto e che invece sarà svelato una volta per sempre.

Per questo motivo chiedo al Signore che sia Lui a dare una mano a me nel preparare un curriculum vitae che non sia un curriculum mortis, ed un curriculum mortis che sappia di vita eterna.


1 Commento

Il tesoro e la perla

Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.

Mt 13,44-46


«Il regno dei cieli è simile…». È un po’ strano questo regno dei cieli: è contemporaneamente un tesoro nascosto ed una perla pronta a lasciarsi trovare.

Il Vangelo ci propone due modi di trovare la stessa ricchezza: il primo è “quasi” per caso. “Quasi” perché qualcuno ha nascosto quel tesoro in quel campo: sta lì per essere trovato e portare grande gioia.

Il secondo è un ricercare qualcosa di prezioso che si intuisce possa esistere: il mercante già va in cerca di perle, ma ne trova una tutta particolare che vale più di tutte le altre.

La conclusione, in tutt’e due i casi, è la stessa: vendere tutto per comprare quello che vale di più e che porta, quindi, più gioia nella propria vita

 

Specialmente la seconda similitudine mette in evidenza quattro verbi tipici della “sana” vita spirituale a servizio del Regno: cercare – trovare – vendere – comprare.

Che sono anche quattro verbi legati alla vita economica di un mercato: 1) un produttore cerca cosa può soddisfare il consumatore; 2) trovato quello che può essere il prodotto giusto; 3) investe nella produzione di quest’ultimo; 4) per ottenere un guadagno (a costo di creare bisogni indotti).

 

La logica del Regno è all’esatto opposto: non si impone, ma si lascia cercare.  Le altre azioni (trovare – vendere – comprare) non sono per forza di cose consequenziali, perché poggiano su due motivazioni molto forti: la libertà dell’uomo e il suo saper amare.

Nella nostra vita quotidiana, parecchie volte capita di “comprare” qualcosa che sembrerebbe essere bello, che promette una qualche felicità più o meno duratura, ma che una volta comprata ci lascia l’amaro in bocca: a ben pensarci, in questi casi, non credo proprio che abbiamo venduto qualcosa per acquistare quel “falso” bene.

Abbiamo, in qualche modo, semplicemente svenduto noi stessi, il nostro essere, il nostro saper amare, la nostra libertà.

 

Gesù ci promette molto di più: nel cercare – trovare – vendere – comprare lui ci garantisce una cosa semplice semplice: una gioia che nessuno potrà MAI toglierci.

Questo richiede lungimiranza, così come ci insegna il Vangelo di oggi, ed un apparente rinuncia a tutto quello che “abbiamo” per ritrovarci più ricchi di quanto potessimo immaginare.

Semplicemente per l’eternità…

AM057


10 commenti

L’amore è inutile!

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati.

Gv 15,12

 

Pian piano mi sto rendendo conto sempre di più di questo: più approfondisco il legame con certe persone a me particolarmente care, più mi rendo conto che l’amore è inutile.

 Quante cose che vorrei fare per queste splendide persone che arricchiscono in maniera inesauribile la mia vita, specialmente quando vivono momenti di difficoltà.

Così come ho ben chiaro che lo stesso farebbero loro per me.

Come se, alla fine dei conti, amare equivale a “fare” qualcosa per la persona amata.

Per te.

 La distanza fisica e spaziale (più o meno forzata) che sto vivendo, mi sta aiutando a capire proprio questo: che l’amore è inutile. Cioè non-utile, non ricerca, in fin dei conti, una qualche utilità.

 Potresti obiettare che l’amore ricerca la felicità dell’amata/o.

 Vero.

 E falso.

 Perché la felicità personale (la tua felicità) è sempre una RESPONSABILITA’ personale, sulla quale non posso permettermi di esercitare nessuna coercizione, perché c’è di mezzo la tua libertà.

 L’amore è inutile.

 L’amore ama e basta!