Ludwig

Heart speaks to heart


Lascia un commento

La preghiera

Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. 

 

Mc 1,35

Questo è uno dei motivi  per cui, alla fine, l’apostolato e gli impegni ad esso legati diventano una bella giustificazione: ridare libertà e dignità a chi malato o indemoniato è un’azione che non ha prezzo per chi è guarito e per chi guarda da fuori, ma rischia di intrappolare e schiacciare chi compie tutto questo.

Certo forse non è il caso di Gesù, così come la sua preghiera non è esattamente come la mia, ma di sicuro il Signore non mi vuole lasciare un semplice esempio da seguire tra le onde più o meno impetuose della mia vita e del mio apostolato.

C’è un di più che va al di là delle parole di qualsiasi preghiera, perché non esistono parole adeguate per esprimere una profonda relazione d’amore: è per questo che nell’ordinarietà della vita di Gesù il Vangelo non riporta le parole di come lo stesso Gesù prega.

Di fatto non è una semplice indicazione di metodo, ma l’eredità di una esperienza di vita che genera vita: un po’ come quando un bambino guarda i propri genitori che si vogliono bene e percepisce, sa di non essere al di fuori di quell’amore, ma di farne costitutivamente parte, iniziando a capire cosa sia amore e cosa significhi amare.

 


3 commenti

L’Esperienza

Colui che conosce i propri peccati

è più grande di colui che con la preghiera risuscita un morto.

Colui che per un’ora piange su se stesso

è più grande di colui che ammaestra l’universo intero.

Colui che conosce la propria debolezza

è più grande di colui che vede gli angeli.

Colui che, solitario e contrito, segue Cristo

è più grande di colui che gode il favore delle folle nelle chiese.

Isacco il Siro