Ludwig

Heart speaks to heart


Lascia un commento

Elogio della scrittura

Ieri sera ricevo questo messaggio da una persona per me speciale, dopo una conversazione via sms sullo scrivere la propria vita.

Penna e carta sono i miei amici fedeli: non giudicano né mentiscono e se scrivo qualcosa che non è del tutto vero, il silenzio disarma.

Ti insegnano che puoi velarti davanti agli altri, ma non a te stesso.

Puoi scrivere fiumi di parole, ma non hai pace fino a quando scrivi quella vera che dice le cose come stanno.

Non c’è nulla di più  intimo del proprio io, di pensieri messi su carta: hanno un suono diverso rispetto a quando sono in mente.

scrittura

Grazie di cuore, sorella Stefania!

Annunci


Lascia un commento

Rendimi sordo, Signore! (20/3/07)

Rendimi sordo, Signore, perché possa non ascoltare più le cose inutili della vita, per poter essere utile a chi di vita ne ha poca.

 Rendimi sordo, Signore, ai sussulti del mio cuore quando questi non sono innanzitutto per te e poi per gli altri.

Rendimi sordo, Signore, al canto delle Sirene ammaliatrici di questo mondo, per poter elevare a Te, dal profondo del mio cuore, il mio canto di liberazione e di lode.

 Rendimi sordo, Signore, al mio egoismo difeso a tutti costi, perché la mia vita sia tutti i costi per te e per i fratelli che mi donerai.

 Rendimi sordo, Signore, alle mie inutili parole, perché possa essere, ora e sempre, un degno ministro della Tua Parola.

Amen.



1 Commento

Il Mondo E La Metafora (per Lalli e dintorni) [2]

Riprendo un intervento fatto qualche tempo fa.

 

Per Murakami la biblioteca diventa il centro attrattivo e propulsore di tutta la vicenda: è il luogo dove tutto quello che succede ai personaggi del racconto, specialmente al protagonista, trova le radici e diventa lo spazio in cui Tamura e i suoi amici ritornano per rifugiarsi. Le vite che si incrociano, a volte in maniera drammatica, trovano nella biblioteca il loro vero e profondo significato.

 

Quello che a volte viviamo esteriormente è solo la metafora di quello che viviamo interiormente: le grandi tempeste della nostra vita trovano origine nel nostro profondo che, inquieto, ci vuole gridare le sue motivazioni.

Le tempeste perdono vigore ed intensità quando ci sforziamo di porgere l’orecchio al nostro punto più profondo: sul momento saremo forse sommersi, ma, come un’onda che ci copre, presto passa via e noi torniamo a respirare.

A quel punto ci serve una “biblioteca”, quella personale, che ognuno di noi ha trovato a proprie spese e sforzi e a cui tornare: è quella realtà bella e profonda che sempre ci aspetta, in cui ritroviamo noi stessi e gli affetti più cari che riscaldano la nostra esistenza.

Certo, la nostra “biblioteca” è soggetta a miglioramenti a volte accessori e a volte strutturali in qualche parte, ma rimane sempre la “nostra biblioteca”.

 

E a volte è necessario fermarsi un po’,

chiudere gli occhi, 

fare silenzio

ed ascoltare la nostra “Kafka sulla spiaggia”.


2 commenti

Il mio cuore e Il mio tesoro

«Accumulatevi invece tesori nel cielo». (Mt 6,20)

 

In questi due anni il Signore mi ha concesso di vivere diverse esperienze, tutte belle, che mi hanno aiutato (e mi stanno aiutando) a scendere nel profondo del mio cuore ed un po’ del suo: alcune sono state crocifiggenti e mi hanno aiutato a comprendere con la vita e lo spirito cosa significhi sforzarsi di amare a tutti i costi e cercare di ricostruire l’unità a costo di dover uscire dalla vita di persone che ho sempre ritenuto importanti.

Ma in questo cercare di voler compiere la sua volontà piuttosto che la mia, ho trovato grande pace ed un amore che continua a sovrastarmi in maniera incommensurabile.

 

Sto imparando che i tesori da accumulare nel cielo hanno un nome, un cognome, un viso ben chiaro, una voce, una vita che inizia da lontano e che ha ancora molto davanti; hanno tante attese e speranze, anche se a volte impattano con delusioni ed arrabbiature. Ma – e questo è l’aspetto più bello – hanno tanto amore dentro, in maniera più o meno consapevole, in modo più o meno maturo e gratuito. Tutti, comunque, che si sforzano di cercare, trovare e camminare sulla strada della propria felicità: quella autentica.

E più passa il tempo, più mi rendo conto che tutto questo amore non andrà mai perduto, nonostante le incomprensioni; le ferite inflitte in maniera reciproca spesso modo involontario; gli allontanamenti a volte forzati; i lunghi silenzi che però sono sempre carichi di affetto, di vicinanza, di presenza, di amorevole premura.

 

Tutto questo amore lo stiamo accumulando nel cielo e già brilla di una luce che non conosce tramonto.

È una scia d’amore, quella che ci lasciamo alle spalle: a volte ce ne dimentichiamo, perché sta dietro di noi, ma basta voltarsi indietro per capire e contemplare la bellezza di quello che stiamo seminando.

E sono sicuro di un’altra cosa: siccome l’amore si nutre di amore, ci sono altri che guardando a quanto ci possiamo e ci sforziamo di volerci bene, in qualche modo vengono “toccati” dentro…

 

«Là dove è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore» (Mt 6,21): il mio cuore è con voi perché siete voi il mio tesoro.

Per questo «ho desiderato ardentemente di mangiare questa pasqua con voi» (Lc 22,15).

                       Koder - Emmaus 2

 


1 Commento

Il dono

A volte pensiamo che le parole uniscano, creino vicinanza, costruiscano un’amicizia, insomma come se l’equazione più si vive insieme, più si condividono esperienze e parole, più un’amicizia è di qualità sia vera.

Onestamente non credo che sia così.

A volte le parole feriscono e creano distanze, anziché unire.

A volte delle indelicatezze (volute o meno) feriscono in maniera “permanente” certe amicizie che si credevano inattaccabili.

E allora era davvero amicizia?

A volte, persone che ci stanno accanto da anni e anni e che riteniamo i nostri migliori amici, non ci capiscono in determinati momenti delicati della nostra vita e ci sentiamo “traditi”.

Nel mentre, una persona che ritenevamo marginale nella nostra esistenza, ci viene incontro e ci legge dentro come nessuno aveva mai fatto prima…

E allora qual è la vera amicizia?

Penso che l’amicizia, quella vera, sia un dono.

Non fatto da una persona nei confronti di un’altra, ma quella che il Signore ci fa attraverso delle persone inaspettate.

La prima vera amicizia è la Sua.

Che è gratuita, “inutile”, che ci precede e ci sorpassa in maniera immensa senza alcun nostro merito.

Poi ci sono le amicizie che sono un dono, che non si basano su fattori quantitativi (quanto abbiamo parlato insieme? Quanto tempo abbiamo trascorso insieme?) o di calcolo, ma solo sul fatto di essere un dono inaspettato.

Un dono d’amore vero, autentico, che tutto sopporta e tutto spera, che sa starti vicino sempre e comunque, anche se distante, anche se in “silenzio”.

E ringrazio Dio di tutto cuore per questi doni inaspettati che sono segno vivo e presente del suo amore per me.

Per il dono che sei tu nella mia vita.

 

KE2


Lascia un commento

L’Abbraccio del Silenzio

Le parole sono importanti per avvicinarsi, ma troppe parole creano distanza.

H. J. M. Nouwen

 

È quello che ho potuto sperimentare nella settimana passata in Sicilia: tanti incontri, come già scrivevo, tante piacevoli chiacchierate, ma specialmente tanti momenti di silenzio vissuti insieme.

Certi discorsi, durati anche ore, alla fine si sono ridotti al silenzio dello stare semplicemente insieme.

Ad un abbraccio silenzioso, ma che valeva più di tante parole dette.

A volte è proprio così (e concordo con Nouwen), specialmente quando in quello stare in silenzio c’è Qualcuno di più grande che parla.

Qualcuno di più importante che ama.

Qualcuno che è infinitamente Amore e che dà senso e profondità ad ogni rapporto di autentica amicizia.

È l’abbraccio del silenzio più eloquente di ogni parola, perché è la stessa Parola che vive “dove due o tre…”.

Parole