Ludwig

Heart speaks to heart


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Sonetto 116

Non sia mai ch’io ponga impedimenti all’unione di anime fedeli;

Amore non è Amore se muta quando scopre un mutamento
o tende a svanire quando l’altro s’allontana.

Oh no! Amore è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;

è la stella-guida di ogni sperduta barca,
il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza.

Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote
dovran cadere sotto la sua curva lama;

Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio:

se questo è errore e mi sarà provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.

W. Shakespeare, Sonetto 116


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Curriculum mortis

“La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé:

Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse -: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!“.

Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?.

(Lc 12,16-20)

Questo è un periodo in cui mi ritrovo a fare tanti curriculum vitae per varie persone che conosco e che mi chiedono una mano nel compilarli: sono più o meno farciti di attività, di esperienze fatte a vario titolo e spesso noto la differenza tra chi ha vissuto più a lungo e chi no. Questi ultimi risultano essere ancora acerbi e, naturalmente, poveri di esperienza.

Proprio questo mi ha portato a riflettere sul senso di quello che facevo, in modo particolare riguardando il mio di curriculum che proprio in questi due anni ha avuto un notevole incremento. L’elencare il bagaglio di cose fatte e di competenze acquisite dentro di me strideva (e continua a farlo) giusto un po’, per il semplice motivo che mi chiedo che senso abbia tutto questo.

Il curriculum diventa un qualcosa che può testimoniare contro di me, piuttosto che a mio favore, specialmente se lo guardo dalla prospettiva dell’eternità: non saranno questi fogli di carta che il Signore mi richiederà nel tempo opportuno, ma proprio quello che non è scritto e che invece sarà svelato una volta per sempre.

Per questo motivo chiedo al Signore che sia Lui a dare una mano a me nel preparare un curriculum vitae che non sia un curriculum mortis, ed un curriculum mortis che sappia di vita eterna.