Ludwig

Heart speaks to heart


Lascia un commento

La preghiera

Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. 

 

Mc 1,35

Questo è uno dei motivi  per cui, alla fine, l’apostolato e gli impegni ad esso legati diventano una bella giustificazione: ridare libertà e dignità a chi malato o indemoniato è un’azione che non ha prezzo per chi è guarito e per chi guarda da fuori, ma rischia di intrappolare e schiacciare chi compie tutto questo.

Certo forse non è il caso di Gesù, così come la sua preghiera non è esattamente come la mia, ma di sicuro il Signore non mi vuole lasciare un semplice esempio da seguire tra le onde più o meno impetuose della mia vita e del mio apostolato.

C’è un di più che va al di là delle parole di qualsiasi preghiera, perché non esistono parole adeguate per esprimere una profonda relazione d’amore: è per questo che nell’ordinarietà della vita di Gesù il Vangelo non riporta le parole di come lo stesso Gesù prega.

Di fatto non è una semplice indicazione di metodo, ma l’eredità di una esperienza di vita che genera vita: un po’ come quando un bambino guarda i propri genitori che si vogliono bene e percepisce, sa di non essere al di fuori di quell’amore, ma di farne costitutivamente parte, iniziando a capire cosa sia amore e cosa significhi amare.

 

Annunci


Lascia un commento

Rendimi sordo, Signore! (20/3/07)

Rendimi sordo, Signore, perché possa non ascoltare più le cose inutili della vita, per poter essere utile a chi di vita ne ha poca.

 Rendimi sordo, Signore, ai sussulti del mio cuore quando questi non sono innanzitutto per te e poi per gli altri.

Rendimi sordo, Signore, al canto delle Sirene ammaliatrici di questo mondo, per poter elevare a Te, dal profondo del mio cuore, il mio canto di liberazione e di lode.

 Rendimi sordo, Signore, al mio egoismo difeso a tutti costi, perché la mia vita sia tutti i costi per te e per i fratelli che mi donerai.

 Rendimi sordo, Signore, alle mie inutili parole, perché possa essere, ora e sempre, un degno ministro della Tua Parola.

Amen.



Lascia un commento

Profeti e Giusti

Ma beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono. In verità vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l’udirono!

Mt 13,16-17

 

«Beati i vostri occhi […] e i vostri orecchi». Una beatitudine a prima vista così semplice: Gesù è sempre con noi, giorno per giorno, istante per istante e sempre parla, sempre si mostra, sempre si fa mangiare… Eppure ci sono profeti e giusti che non l’hanno mai conosciuto, pur desiderandolo: questa è una eredità “pesante” che ci viene consegnata, un dono che il Signore ci mette tra le mani e che dobbiamo sapere “investire” per il Regno.

 

Due sono le considerazioni che passano per il cuore: la prima, forse la più evidente, è il non saper gustare fino in fondo l’immensa ricchezza che il Signore ci ha lasciato: la Parola e l’Eucaristia. Anzi, forse per ora li sto bistrattando vivendole un po’ troppo superficialmente.

Eppure ci sono profeti e giusti che hanno desiderato tutto questo ma non hanno potuto.

Ed è qui che si riallaccia la seconda considerazione, forse meno evidente, ma strettamente collegata alla prima: l’immenso dono che il Signore ci fa di sé non è un regalo che, per quanto bello, si mette su uno scaffale o dentro una credenza a proprio uso e consumo, ma è una ricchezza da portare nelle “case” degli altri, di coloro che sono giusti e desiderano, pur non sapendo cosa stiano desiderando veramente.

C’è chi brama conoscere Gesù e c’è chi, come me, lo banalizza o lo sottovaluta, ma è da questo punto che nasce nel mio cuore l’urgenza per la missione: «molti profeti e giusti hanno desiderato vedere e ascoltare».

Ed è me che stanno aspettando.


Lascia un commento

L’Abbraccio del Silenzio

Le parole sono importanti per avvicinarsi, ma troppe parole creano distanza.

H. J. M. Nouwen

 

È quello che ho potuto sperimentare nella settimana passata in Sicilia: tanti incontri, come già scrivevo, tante piacevoli chiacchierate, ma specialmente tanti momenti di silenzio vissuti insieme.

Certi discorsi, durati anche ore, alla fine si sono ridotti al silenzio dello stare semplicemente insieme.

Ad un abbraccio silenzioso, ma che valeva più di tante parole dette.

A volte è proprio così (e concordo con Nouwen), specialmente quando in quello stare in silenzio c’è Qualcuno di più grande che parla.

Qualcuno di più importante che ama.

Qualcuno che è infinitamente Amore e che dà senso e profondità ad ogni rapporto di autentica amicizia.

È l’abbraccio del silenzio più eloquente di ogni parola, perché è la stessa Parola che vive “dove due o tre…”.

Parole


1 Commento

Il viaggio di una Vita

Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita.

Rm 5,10-11

 

Salvati mediante la sua vita.

Sono queste le parole che  mi sono rimaste impresse nella Liturgia di oggi, perché, ancora una volta, si aggrappano con forza alla mia vita e risuonano dentro con tenacia.

Ripenso a tutto quello che ho vissuto lungo questi giorni di incontri: alla fine il viaggio più lungo si è dimostrato più lungo del previsto. Incontri, lunghe chiacchierate, sguardi silenziosi ma carichi di attese, lacrime, abbracci che comunicano una vita intera ed un cuore che batte forte e  che non vuole arrendersi.

E in tutto questo vivere, in tutto questo dolore e in tutta questa gioia, rimane alla fin fine questa Parola che mi accoglie nel ritorno alla mia comunità:

Salvati mediante la sua vita.

Rivedo i visi e gli sguardi di chi è riuscito a capire questo e cerca di camminare, nonostante tutto, verso la vita vera. Ma anche di quelli che sono ancora lontani e cercano la propria felicità fuori di se stessi.

Gli uni e gli altri figli amati dal Padre, per i quali Cristo è morto.

Specialmente per me.

Figlio amato e “scellerato”, ma sempre perdonato ed amato ancora di più. Da qui la tanta serenità che deriva da questo splendido passo di Paolo.

La vita, la mia vita, è così: più mi allontano dalla sua Vita, più la mia inaridisce, diventa infedele, fragile,soggetta a cadute e alla tentazione della disperazione.

Più mi avvicino alla sua Vita, più il mio cuore si allarga e si riempie di un amore, troppo grande per me, difficile da contenere…

È in questo avvicinarsi al Cuore del Padre che ritrovo tutti voi, che riesco, in qualche maniera, a condividere le vostre croci e ad esultare con voi, per i vostri progressi di una vita di fede che non è mai qualcosa di astratto. Ma concretezza di un amore attento e premuroso, che sa farsi, quanto più si avvicina alla Vita, un dono grande per tutti.

Un dono immenso per la mia inutile vita.


8 commenti

Per “ethalassa”…

Io ho la mia Parola…
vibrante…
E sono sempre io
che intorno al cuore
costruisco
un lungo girotondo
di dure sbarre
tra le quali
troppo spesso
è bello
con questa Parola
accucciarsi.
Ma quel Sorriso
che con me gioca
alla vita
risveglia, nel denso buio,
il fuoco della lotta.
E’ per questo
che la mia Parola
coraggiosa
ti raggiunge.
E’ così che ti ama.
ethalassa