Ludwig

Heart speaks to heart


2 commenti

Tempo opportuno

«Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre».

(Lc 7,15)

 

Quello che mi colpisce in questo passo non è tanto il richiamare alla vita un ragazzo morto, quanto il restituire il redivivo alla madre.

In effetti non penso che abbia molto senso che qualcuno possa vivere indipendentemente dagli altri: la vita che mi viene donata non è solo per me, ma è un dono per gli altri, dono che viene direttamente dalle mani di Dio.

Il passaggio dal peccato alla Grazia è sempre una restituzione ai fratelli, a chi, per primo, ci ama in maniera più autentica e profonda.

In questi giorni di campo tanti si sono seduti a parlare e molti sono stati restituiti alle proprie famiglie con un pizzico di vita autentica in più.

Ritornato nella mia casa, anche io vengo restituito al mio ambiente con un briciolo di consapevolezza in più sulla mia vita interiore, tra ragnatele, polvere e spiragli di luce. Certo, a volte rimangono incomprensibili determinati avvenimenti, ma il tempo e la pazienza appartengono a Dio soltanto, mentre a me tocca vivere la pazienza in attesa del tempo opportuno.

Annunci


1 Commento

Non ti sopporto più!!!

Il Signore, che guida i nostri cuori nell’amore e nella pazienza di Cristo, sia con tutti voi.

(dalla Liturgia)

Un vecchio detto giapponese dice che la pazienza non consiste nel sopportare cose sopportabili, ma quelle insopportabili.

Penso che da una parte sia vero, ma dall’altra manca di una specificità tutta cristiana.

Portare pazienza in situazioni che non dipendono da noi e che esulano dalle nostre forze, penso sia saggezza e mai rassegnazione.

Portare pazienza con delle persone che in qualche modo “interferiscono” o “disturbano” la nostra vita può essere un buon punto di riflessione ed un’opportunità  di crescita.

È quello che sto vivendo in questi ultimi anni, crescendo (almeno in età): alle persone non va portata semplicemente pazienza, sennò rischio, prima o poi, di scoppiare e mandare in frantumi tutto quello che pensavo di aver costruito.

La pazienza è il termometro dell’amore verso una persona, e di questo ne faccio sempre più consapevolmente esperienza, giorno per giorno.

Se non riesco a “sopportare” qualcuno per breve tempo, vuol dire semplicemente che amo poco. Ed è da qui che nasce l’insegnamento di Gesù sul perdono: quante volte devo perdonare?

Non c’è limite.

Anzi, c’è ed è determinato dalla mia (in)capacità di amare.

Gesù ancora una volta ribalta un modo di pensare comune e mi spinge ad andare nel profondo del mio cuore: il problema in sé non è chi “sbaglia”, ma sono io.

Chi mi fa un torto, chi mi “stressa”, chi, in qualche modo, mi mette alla prova, dovrei ringraziarlo, perché mi sta aiutando a capire quanta strada devo ancora percorrere per imparare ad amare veramente.

A tutti i costi.

322835_703712105_corda_H164022_L


9 commenti

Piccola Stella Senza Cielo (2)

La tua vita è una danza e può diventare una magnifica danza d’amore se accetti l’unico coreografo: Dio. È proprio lui che, come Padre, sa quello che è buono per te, quello che ti renderà davvero felice.

Ecco, Dio ti tiene per mano e ti guida, movimento dopo movimento, suggerendoti i passi che devi compiere.

Dio, nella sua infinita pazienza, rispetta il tuo ritmo perché è anche il suo.

Dio danza accanto a te e mai al posto tuo.

Dio ti sostiene nei passi più difficili.

Entra nella danza con Lui con fiducia e lasciati guidare anche quando un passo ti sembra poco sensato, perché il progetto di Dio su di te non si ferma ad un passo: la sua grandezza si rivela nell’armonia dell’intera coreografia.

Allora danza con Lui, lascia esprimersi in te il soffio del Suo Spirito e danza.

Danza la vita che c’è in te!!!