Ludwig

Heart speaks to heart


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Betania

Ho provato a cercare quale potesse essere il significato di questa parola, ma non ho trovato un significato univoco. Di fatto rimane un luogo privilegiato per Gesù e per la sua avventura umana, perché è il luogo dove stanno i suoi più cari amici: Lazzaro, Marta e Maria.

Allora permettetemi una forzatura, ma mi piace pensare che il suo significato sia “casa dell’amicizia o della “grazia”.

Perché sto continuando a comprendere come le vere relazioni siano plasmate da un amore autentico, puro, condiviso e difeso, custodito e curato che cerca la relazione in quanto reciprocità di una diversità complementare, che segna una novità continua, inesauribile.

E’ pur vero che imparare ad amare come Gesù pone davanti al rischio dell’incomprensione:

Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo.

(Gv 15,19)

Per questo motivo le relazioni che più mi hanno segnato e che continuano ad accompagnarmi sono indubbiamente soggette ad essere lette in maniera poco comprensibile, perché sono un’esperienza che esula dalla “normalità” del vivere comune: basti pensare a quanto il mondo abbia ricamato sul rapporto tra Gesù e la Maddalena…

Di fatto queste amicizie sono luoghi in cui lo Spirito si manifesta in tutta la sua potenza: Lui che è il dono fa della relazione un costante dono il cui frutto è amore, gioia e pace (Gal 5,22).

E’ per questo che certe persone sono per me casa: gioia e pace sono le caratteristiche di un profondo amore alimentato dal fuoco dello Spirito.

Chi ha orecchi…

betania2

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Orgoglio di padre

Giovanni rispose: “Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo”.

(Gv 3,27)

Questa espressione del Battista nei confronti di Gesù mi aiuta a mettere un po’ di ordine ad alcune inquietudini della mia vita. Questo anno si sta aprendo foriero di novità, di cambiamenti che non riguardano tanto la mia vita, quanto il tessuto delle mie relazioni: alcune delle persone a me più care si dovrebbero apprestare a chiudere certi capitoli della loro vita per iniziarne di nuovi ed importanti.

Ed un po’ mi sento come il Battista che termina la sua missione di accompagnatore con l’arrivo di Gesù.

Sono situazioni che smuovono il mio attaccamento affettivo e che, se da una parte mi “inquieta”, dall’altra mi lasciano una gioia di sottofondo ed una gratitudine  per poter essere testimone di certi cambiamenti nelle vite altrui.

Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena.

(Gv 3,29)

In questa prospettiva, è bello porsi anche nella parte dell’amico dello Sposo, amico che è presente, ascolta e gioisce per le meraviglie che Dio compie nella vita della sposa, vita che diventa non semplicemente una storia, ma storia di Salvezza.

Non nascondo che mi sento un po’ orgoglioso, come un padre che vede i propri figli crescere, con l’augurio, ma anche con l’impegno, di poter essere pure io un buon padre sulle orme del proprio Padre.

Padre e figlio


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La prova d’amore (per te)

Detto questo, mostrò loro le mani ed il costato. E i discepoli gioirono nel vedere il Signore.

(Gv 20,20)

 

Poche parole in questo versetto, ma che mi hanno sempre lasciato perplesso: il Risorto appare ai suoi discepoli e mostra loro i segni della Passione, come una “carta d’identità”, un’autocertificazione. Sono proprio quelle ferite a testimoniare la verità, la realtà profonda di quel Nazareno Crocifisso. E la gioia è tanta, da parte dei discepoli.

Ma non penso che sia la gioia per qualcosa d’inatteso, di una visita inaspettata per quanto graditissima.

Sono quelle ferite a fare la differenza, a dare senso a tutto quello che i discepoli hanno vissuto.

A dare senso a tutto quello che noi viviamo, specialmente alle sofferenze più profonde, vissute per amore.

 Più vado avanti nella mia pur breve vita, più ho l’occasione di confrontarmi con chi incrocia la mia vita, più mi rendo conto quanto possa essere difficile, ma così incredibilmente bello, amare veramente.

In questa vita non ho piena coscienza di quello che le persone a me care soffrono per amor mio.

E viceversa.

Quanto profondo possa essere l’amore e quanto incompreso, “disturbato” quotidianamente dal mio egoismo che mi spinge a farti del male.

Ma di una cosa rimango sicuro: tutte queste “incomprensioni d’amore” brilleranno come gemme preziose quando ci incontreremo di nuovo, sotto nuove spoglie.

Allora ci mostreremo reciprocamente le ferite sopportate per amore l’uno dell’altro, ma non sarà un meschino rinfacciarsi dolori egoistici: sarà un’esplosione di gioia infinita nello scoprire quanto ci siamo amati veramente.

Nonostante tutto.

Mani-Risorto