Ludwig

Heart speaks to heart


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Cosa fare? niente!

Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?

(Mt 19,16)

La risposta che mi viene in mento è: niente! Perché non c’è niente di buono che possa fare per avere la vita eterna.

Ricondurre la propria felicità a delle cose da fare significa deresponsabilizzarsi, per fare della sequela di Gesù un “timbrare il cartellino” piuttosto che una scelta di amore più o meno consapevole.

È per questo che Gesù con somma sapienza e terribile pazienza sta al gioco – almeno inizialmente – del giovane ricco: lo costringe a smascherarsi e a mettersi di fronte alla realtà della sua vita, di fronte ad un imperativo che non può venire semplicemente dall’esterno, come ad una norma a cui adattarsi, ma che cerca nella verità del profondo le risorse per una risposta.

È proprio quando mi guardo nel profondo che corro il rischio del bivio: da una parte me, con il mio inseparabile carico di miseria e dall’altra la sovrabbondante grazia di Dio, che rischia di farmi dimenticare la mia debolezza insuperbendomi.

Penso che la sapienza di una giusta risposta si trovi nel saper guardare tutt’e due le strade in maniera inclusiva e non semplicemente o banalmente esclusiva.

Il Signore mi chiama ad un sano realismo su di me e sul mondo con la dolcezza della carità, ma anche con la fermezza della verità: è nel rimettermi nel suo giudizio che trovo la via della mia più autentica felicità.

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T F R

«Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio».

(Mc 12,17)

Se la parola “Cesare” la sostituiamo con la  parola “peccato”, forse tutto diventa più chiaro e meno oscuro.

Il tributo a Satana è il peccato: lui, che è il Cesare di questa terra, riscuote quest’unico salario che, all’apparenza, appaga ogni nostro desiderio, ma il cui vero volto rischia di essere quello della disperazione.

L’unico cuneo tra peccato e disperazione, tra Satana e morte rimane la speranza in un Dio che mi vuole in piedi e non prostrato nella polvere del dolore o, peggio, nel fango della mia miseria.
È
la speranza che nasce dalla consapevolezza che noi siamo di Dio e che, dunque, siamo chiamati a dare in tributo noi stessi a Dio.

Così come siamo.

Senza sconti o sopravvalutazioni.

È qui che la mia speranza affonda le sue radici per trovare il nutrimento necessario per crescere, svilupparsi e portare molto frutto. È questa la strada che porta alla serenità del cuore e alla vita vera, la strada che sembra difficile solo perché è diametralmente opposta a quella del peccato, ma il cui traguardo è molto più vicino di quello che pensiamo e molto più bello di quello che ci aspettiamo.

E non ci sono vie di mezzo o scorciatoie: queste appartengono al Cesare della morte, mentre al Signore della vita possiamo offrire un sentiero lungo quanto la nostra vita, segnato dalle orme dell’amore.


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In questo inizio di Quaresima

La conoscenza di Dio

senza quella della nostra miseria,

crea l’orgoglio.

La conoscenza della nostra miseria

senza quella di Dio,

produce la disperazione.

 

Tuttavia la conoscenza del Cristo

ci esenta dall’orgoglio

e ci libera dalla disperazione,

perché in essa troviamo Dio,

la nostra miseria

e la via unica per ripararla.

 
Blaise Pascal

...


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Estate Salette 2006

Cari amici vicini e lontani,

con stasera ho chiuso l’esperienza estiva passata nel quartiere di S. Cristoforo a Catania: una bella avventura iniziata con poco entusiasmo, ma conclusa con tanta gioia. E’ in questi ambienti che si tocca con mano quello che dice la Scrittura: “dove ha abbondato il peccato ha sovrabbondato la grazia”.

Toccare la tanta miseria umana, materiale, culturale.

Le tensioni con certe persone in “odore di santità” (= mafia).

Il parlare in italiano e non essere capiti, anzi, fraintesi.

Tutto questo e molto altro in queste 5 settimane intense di lavoro, ma supportato da tante splendide persone: dagli animatori più piccoli alla prima esperienza di animazione, alle mamme di famiglia sempre presenti e pronte a dare il loro aiuto ed il loro tocco tutto particolare di “mamme”. Ma non mi dimentico dei papà e dei nonni onnipresenti e di sicuro affidamento.

Domani pomeriggio si riparte, pronti per una nuova avventura di tutt’altro respiro: le premesse per una esperienza quantomeno interessante ci sono tutte. Per il resto si vedrà…

Spero di potervi sentire e, chissà, magari rivedervi tutti quanto prima.

Buona notte a tutti e buona continuazione di estate.