Ludwig

Heart speaks to heart


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La purificazione della memoria

[…] Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. […] Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto.

(Lc 1,30.38)

 

L’Avvento è il tempo che prepara al Natale, che ci aiuta a fissare lo sguardo su un bambino che nasce, un bambino che è Dio.

E questo può sembrare scontato, banale, normale, come ogni Natale.

In questi giorni di Avvento, però, mi è capitato di soffermarmi su un aspetto  particolare di questo periodo che a volte passa nella più semplice quotidianità, come se fossero giorni uguali a tutti gli altri.

Consideravo come l’Avvento sia il tempo della “purificazione della memoria”.

Spesso nella nostra vita ci troviamo schiavi di situazioni poco felici vissute nel passato, a cui diamo troppa importanza, a cui diamo un peso che ci schiaccia a terra lasciandoci, a volte, senza speranza. È il fare nostro il peccato di Adamo ed Eva, ma anche la loro “cacciata” dall’Eden.

L’Avvento, però, ci ricorda che il passato, in quanto tale non esiste più: possono rimanere le ferite – vero – ma quel momento non c’è più!

In più, il fissare gli occhi su quel Bambino ci ricorda che non possiamo tenere sempre lo sguardo rivolto indietro.

Quel Bambino ci dice:

Non ti preoccupare del passato: le tue ferite le curo io, a spese mie. Tu guarda a me, ora. Guarda questo presente per cercare di costruire insieme a me un futuro felice. Il futuro non esiste ancora, lo devi costruire tu! Ma sono io che, con la mia nascita, ti garantisco la tua felicità qui, ora e per la vita eterna!

Onestamente, mi sono scocciato di guardare Adamo ed Eva.

Preferisco fissare ORA il mio sguardo e il mio cuore su Gesù e Maria e guardare sereno al futuro.

E tu?

avvento


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Per te (ovunque sia il tuo cuore…)

È bello poter amare sulla terra come si ama in cielo, e imparare a volersi bene in questo mondo come faremo eternamente nell’altro.

Non parlo qui del semplice amore di carità, perché quello dobbiamo averlo per tutti gli uomini; parlo dell’amicizia spirituale, nell’ambito della quale, due, tre o più persone si scambiano la devozione, gli affetti spirituali e diventano realmente un solo spirito.

[…] Ed è vero, perché il delizioso balsamo della devozione si effonde da un cuore all’altro con una comunicazione ininterrotta, di modo che si può veramente dire che Dio ha effuso la sua benedizione e la sua vita su simile amicizia per i secoli dei secoli.

Mi sembra che tutte le altre amicizie siano soltanto fantasmi a confronto di questa e i loro legami anelli di vetro e di giaietto, a confronto del legame della devozione che è tutta di oro fino.

 

 

(S. Francesco di Sales, Filotea, III, 19)


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Ti amo da morire!!!

Non so se ti è mai capitato di dirlo a qualcuno o di sentirtelo dire da qualche persona a te molto cara.

A me è capitato sia di dirlo che di sentirmelo dire.

Ed è un’espressione molto forte e densa, che racchiude veramente la profondità del cuore umano.

 

Ma c’è un rischio, sempre presente e pronto a “falsificare” queste parole così belle e totalizzanti, ed è il rischio di troppa “umanità”.

Già a volte un semplice “ti voglio bene” è detto come risposta per non far dispiacere chi ce lo ha detto per primo, oppure per non essere “da meno” del nostro interlocutore, oppure per tanti altri motivi, più o meno veri o utilitaristici.

 

Quanto più tutto questo vale per il “ti amo da morire”: già è difficile capire quando si ama veramente una persona (oppure si cerca di soddisfare solo il proprio egoismo travestito dei più nobili sentimenti?), quanto più arrivare a dare la vita per amore di quella persona.

 

Io credo all’autenticità dell’espressione “da morire” ad una sola condizione: avere ben chiaro che solo una persona è stata disposta a morire per me, ridandomi la mia vita.

È solo nell’amore di quel Gesù che sfugge per non essere incoronato re, ma che si consegna spontaneamente per essere messo a morte per me. Solo per amore.

È in questo amore che unisce, purifica ed innalza un amore di coppia che trovo il vero significato del “ti amo da morire”.

Il “morire” è alle condizioni di Gesù.

Non altre.

jesus_loves_you