Ludwig

Heart speaks to heart


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La macina

Non è possibile fermare il movimento di una macina da mulino mossa dall’acqua, ma chi bada al mulino ha facoltà di macinare grano o zizzania: la nostra mente è ugualmente sempre mobile, non può cessare dal pensare, ma sta a noi darle una meditazione spirituale oppure un’attività carnale.

Mosè di Scete

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Buona notte.

Mentre inscatolo i miei amati/odiati libri in vista del prossimo trasferimento, la mia attenzione cade su un libro con delle frasi di Pino Puglisi. Lo apro, ed il Signore mi fa dono di questa “buona notte”:

Da mihi animas, coetara tolle: dammi le anime, prenditi tutto il resto. Tutta la vita di san Giovanni Bosco si può raccogliere qui; qui è il segreto, la forza, la direzione della sua incommensurabile attività ed efficacia. Egli concepiva la sua vita come un apostolato senza confini e senza indugi per conquistare le anime.

Semplicemente grazie.

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«Circolano dei facili slogans. Secondo uno di questi, ciò che oggi conta sarebbe solo l’ortoprassi, cioè il “comportarsi bene”, l’“amare il prossimo”. Sarebbe invece secondaria, se non alienante, la preoccupazione per l’ortodossia e, cioè, il “credere in modo giusto”, secondo il senso vero della Scrittura letta all’interno della Tradizione viva della Chiesa.

via Ortoprassi e ortodossia — il blog di Costanza Miriano


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Carpe diem: ammazza il tempo!

In questo ultimo periodo della mia vita, spesso mi capita di riflettere su un modo di dire che ha a che vedere con quello che faccio durante la giornata:

ammazzare il tempo.

A maggior ragione in questi giorni di preparazione alla Santa Natività, mi rendo conto di un paio di cose (in ordine sparso):

  1. Il tempo non ha una connotazione neutrale o asettica, come spesso mi capita di pensare, ma è il “luogo”, l’ambiente in cui manifesto la mia moralità, il mio vivere, il mio modo di pensare il mondo e, di conseguenza, di relazionarmi con esso.
  2. Il migliorare le mie relazioni richiede tempo: il che significa che non è un automatico né immediato cambiare il mio modo di vedere me stesso ed il mondo che mi circonda. 

Per quanto mi riguarda, faccio esperienza di una verità: non sono io che ammazzo il tempo in qualche modo, quando non ho niente da fare, ma è il tempo che ammazza me quando non so o non voglio riempirlo in maniera costruttiva

In senso più profondo, nella mia vita questo succede a maggior ragione quando non permetto a Dio di abitare la mia esistenza, la mia quotidianità. Se il mio vivere è in Lui e per Lui oppure quando mi allontano, in un modo o in un altro, da Lui.

Ed ecco che riscopro il senso del Natale: Dio che si fa uomo abitando il tempo, la ferialità di ogni giorno, per farmi comprendere in maniera chiara ed univoca che il tempo ha un senso eterno. Perché è quando scelgo di amare che sto tracciando a fili d’oro la mia storia  tessendola di eternità.

Allora forse sono ancora  in tempo per costruire, a partire da ora, qualcosa che va al di là del tempo stesso.

Carpe diem…

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Messa in prova

Non metterai alla prova il Signore Dio tuo.

Mt 4,7b

Tornare a meditare sulle tentazioni di sicuro non mi fa male.

Probabilmente è vero che la mia vita di peccato non si pone strettamente nella materialità dei peccati che commetto, specialmente di quelli ricorrenti, quanto piuttosto nel mettere alla prova la misericordia di Dio attraverso la mia superficialità nel commettere peccati.

La “familiarità” con la misericordia, quando non è più motivo di meraviglia, di ringraziamento e di dono, significa che più probabilmente è familiarità accettata e pacifica di una vita di peccato in cui, in qualche maniera, mi compiaccio e mi rendo connivente: la misericordia di Dio diventa così un semplice salvagente da utilizzare nei momenti di maggiore difficoltà. Passata l’urgenza tutto ritorna come prima e, posato il salvagente, continuo a nuotare beato nella autoreferenzialità del mio peccato.

Ma la sequela di Cristo, così come mi ricorda questa pagina di Vangelo, è tutt’altra cosa.

Ancora una volta mi rendo conto che la mia lotta, la mia resistenza spirituale passa attraverso il rimettermi nelle mani di Dio, nell’affidare a Lui nella mia preghiera tutta la mia giornata, le mie relazioni, le mie paure, i miei incontri ed i miei peccati: ciò che non affido a Lui è destinato a crescere come un tumore che assorbe energie spirituali.

L’altro passaggio che mi colpisce è proprio l’ultimo versetto (11) dove, dopo aver resistito alle tentazioni, Gesù è servito dagli angeli.

Non è Gesù che si auto premia per dirsi quanto è stato bravo e come ha affrontato bene la situazione.

Non è lui che stende le mani per poter prendere qualcosa che gli spetterebbe, almeno apparentemente, come nella prima tentazione.

La verità è che è Dio che decide di servirlo attraverso i suoi angeli: la supremazia della Sua volontà è un assoluto che sa guardare ben oltre la mia povera vista o le mie meschine attese e false speranze.

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Un arcobaleno di furti

Onestamente provo a scrivere per provare a chiarirmi le idee, anche se mi pare un po’ difficile.

Difficile perché sono, in tutta onestà, confuso.

Quando succedeva qualche strage, tutti col nastrino nero  dicendo di essere un certo Carlo.

Ora no.

Tutto sembra cancellato a cuor leggero: ci hanno rubato il diritto di piangere sui nostri morti.

Da cittadino italiano, sono ormai stato scippato dagli anni ’90 della possibilità di gridare “Forza Italia!”. Povera patria…

La democrazia è diventata di tutti i partiti e quindi, in pratica, di nessuno: siamo sotto dittatura partitica.  Ci hanno rubato pure questa con le regole della “democrazia”.

Nella bella ed amata Sicilia, ci hanno rubato gli splendidi colori della bandiera, facendone una monocromia luttuosa.

Ci hanno rubato l’arcobaleno, di biblica memoria, per farne un orgoglio qualunque. Magari bastasse questo a rendere la vita più colorata per gli esseri umani.

Ci hanno rubato la croce (con la “c” minuscola) facendone un monile carico di tanta sapienza magica e di modaiola connivenza. Per me la potete pure mettere a testa sotto.

La lista rimane aperta, e lascio a ciascuno di voi  il divertimento di continuarla, se ne avete voglia, secondo i vostri gusti e convinzioni.

Personalmente, però, nutro una speranza per il genere umano.

Che si vengano a rubare altre due “cose”.

Queste:

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