Ludwig

Heart speaks to heart


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Orgoglio di padre

Giovanni rispose: “Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo”.

(Gv 3,27)

Questa espressione del Battista nei confronti di Gesù mi aiuta a mettere un po’ di ordine ad alcune inquietudini della mia vita. Questo anno si sta aprendo foriero di novità, di cambiamenti che non riguardano tanto la mia vita, quanto il tessuto delle mie relazioni: alcune delle persone a me più care si dovrebbero apprestare a chiudere certi capitoli della loro vita per iniziarne di nuovi ed importanti.

Ed un po’ mi sento come il Battista che termina la sua missione di accompagnatore con l’arrivo di Gesù.

Sono situazioni che smuovono il mio attaccamento affettivo e che, se da una parte mi “inquieta”, dall’altra mi lasciano una gioia di sottofondo ed una gratitudine  per poter essere testimone di certi cambiamenti nelle vite altrui.

Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena.

(Gv 3,29)

In questa prospettiva, è bello porsi anche nella parte dell’amico dello Sposo, amico che è presente, ascolta e gioisce per le meraviglie che Dio compie nella vita della sposa, vita che diventa non semplicemente una storia, ma storia di Salvezza.

Non nascondo che mi sento un po’ orgoglioso, come un padre che vede i propri figli crescere, con l’augurio, ma anche con l’impegno, di poter essere pure io un buon padre sulle orme del proprio Padre.

Padre e figlio


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Infinitamente improbabile

E’ proprio di ogni nuovo inizio di irrompere nel mondo come “un’infinita improbabilità”.

(Hannah Arendt)

A volte mi fermo a pensare a quanto ho vissuto finora, a cosa, ma specialmente a chi mi ha in qualche modo segnato.

Se passo in rassegna i volti e le storie delle persone che in questi anni mi hanno accompagnato nel mio viaggio chiamato vita, alcuni sono presenti in modo davvero forte, come se fossero scolpiti sulla roccia del tempo.

Quello che mi lascia più sconcertato è che questi incontri, nel loro inizio, sono stati del tutto “casuali“: persone lontane dal mio mondo, anche spazialmente, ma che adesso sono sempre vicine arricchendo la mia vita in modo unico e speciale.

Se si volesse guardare la cosa da un altro punto di vista, potrei dire che questi incontri sono stati dettati dal “destino: era necessario che le cose andassero così.

In tutta onestà non riesco ad immaginarmi questo intessere relazioni così profonde come dovute alla roulette della vita o legate a qualche catena ancestrale. Tra il caso e la necessità si pone ciò che ci fa uomini capaci di costruzioni d’amore mai immaginate prima: la libertà.

E’ nella loro libertà che questa persona o quell’altra hanno deciso di aprire reciprocamente il loro cuore, di condividere la propria vita in un cammino che riserva sorprese altamente ed infinitamente improbabili, come ogni nuovo inizio che trova nella libertà più autentica la sua ragione: quella di amare.

Così come mi ricorda il mistero di questa Santa Natività. Un Dio che si fa uomo? infinitamente improbabile da pensare, ma così concretamente vero da cui lasciarsi amare.

Felice di essere figlio di un Dio infinitamente improbabile con tanti improbabili fratelli e sorelle da amare.

Probabilmente reale


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Senza inizio e senza fine

Uno dei motivi per cui valga la pena vivere è, per me, l’esperienza di un amore intenso, forte, totalizzante che catalizza tutta la vita, i pensieri, le cose da fare, da sognare, da progettare e, un giorno, da realizzare insieme.

 

Non so se pure a te è capitata la stessa cosa il sentirsi cioè amato da qualcuno e amare qualcuno in maniera tale che quello che si vive abbia i connotati dell’eternità: la tipica espressione è quella del “ti amo da sempre” e la verità sembra risiedere in un amore senza tempo e distanze.

 

Non è un amore qualunque perché ha dei tratti ben precisi che non si possono sostituire con nessun altro: è un amore che ha quel nome e non un altro, quel volto e non altri, quella voce e non altra. È un amore che corrisponde a quella persona e non ad un’altra. È singolare, personalizzato, che riconosce chi sta davanti come unico e solo.

 

Non posso più vivere senza di te”: è la tremenda verità che ci unisce, che ci fa una cosa sola. È un passare dal presente al passato: è un oggi che si estende a ieri per guardare ad un futuro nuovo, diverso, completo, inimmaginabile prima, che si staglia sull’orizzonte dell’eternità in maniera chiara e distinta.

 

È un Amore senza un inizio.

 

È un Amore senza fine.