Ludwig

Heart speaks to heart


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Serenata al mondo

Mi hanno regalato una chitarra tutta scordata perché non sapevano a chi darla, ma io con questa chitarra tutte le sere mi siedo sulla porta di casa ed improvviso una serenata al mondo.

Suono per la luna quando c’è, per le stelle che vedo, per gli alberi, per i grilli, per il mare e per tutte le cose che ci sono a quell’ora.

La mia serenata al mondo sarà un po’ bruttina perché io non so suonare, ma il mondo capisce che è fatta con amore e l’ascolta in silenzio senza dire nulla.

 

(Un bambino di otto anni di Rio de Janeiro)


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La tentazione dell’aratro

Cari amici,

finalmente riesco a trovare un po’ di tempo per raccontare quello che sto vivendo in questi giorni.

 

Devo dire che fin’ora sono stati giorni veramente belli e molto densi: sto riscoprendo a 5 anni di distanza cosa sia la povertà del tempo.

Cerco di spiegarmi.

Da quando mi alzo (6.00) a quando mi corico (23.30) non ho letteralmente un momento di pausa: specialmente in alcuni giorni pensavo proprio di sclerale del tutto… invece eccomi ancora qui!

 

In quest’ultima settimana sono stato in una casa splendida in un posto ancor + splendido: una vallata immersa nel verde e lontana dal mondo (cellulari compresi), nel Parco Nazionale d’Abruzzo (http://www.valdicanneto.it/ ).

 

È stata un’esperienza impagabile per cinque ragioni:

1.      alzarsi molto presto al mattino e sentire il respiro della natura. E basta.

2.    In questo clima di silenzio riscoprire la propria interiorità che grida un po’ di serenità, lontano da tutto e tutti.

3.     La pioggia abbondante, che sembrava non finire mai, ma nonostante questo 2 splendide escursioni.

4.    Gli animali che ho visto alzandomi la mattina presto (che splendido lupo!!!).

5.     Il freddo.

 

Appena ho un po’ di tempo metterò pure qualche foto.

 

Spero di rivedervi presto e nel mentre vi auguro una buona vita a tutti quanti.

 


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Finalmente a casa!!!

E’ sempre strano fare i bagagli e partire.
 
E’ sempre bello e suggestivo attraversare lo Stretto di Messina di notte, mentre la luna lo taglia in due con la sua luce…
 
E’ sempre spiazzante attraversare la campagna romana e vedere spuntare qui  e là resti di un impero che (per fortuna) non esiste più, mentre il sole inizia a rosseggiare su prati ammantati di bruma.
 
E’ emozionante entrare ancora una volta nella Basilica del Sacro Cuore a Roma e avvicinarsi all’altare di Maria Ausiliatrice: 16 maggio 1887…
 
E finalmente a casa.
 
La sensazione che più mi ha colptio è stata mentre mi sistemavo nella mia nuova stanza: ho pensato che finalmente mi sarei fermato un po’ di più (un anno) rispetto a questi ultimi tempi che mi hanno visto sballottato da una parte all’altra della Sicilia.
 
Finalmente si inizia.
 
Auguro a tutti voi un buon ritorno alle attività di ogni giorno.
 
Vi porto tutti con me.


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Ancora una volta

Cari amici vicini e lontani,
con oggi chiudo il mio soggiorno in terra di Sicilia e mi preparo a partire per Roma.
Devo dire che questa settimana è stata davvero bella e serena: ritrovarmi con amici che non vedevo da 5 anni e vedere che poco era cambiato (a parte il tempo e le esperienze che ci hanno segnato). Incredibile come il nostro essere uniti si sia rinforzato nonostante qualche kilo o qualche capello bianco in più…
 
E ancora una volta si rifanno i bagagli e si riparte.
 
Difficile dire quello che passa dentro, ma è un’emozione che mi prende allo stomaco: non vi nascondo un po’ di stanchezza, l’essere "scocciato" di dover ripartire, cambiare casa, ambiente, persone, clima… e sapere che tra un anno la storia si ripeterà.
 
"Where I land my head is home": è il ritornello che mi accompagna da almeno 8 anni. Ma più passano gli anni, più diventa difficile.
Starò invecchiando?
 
E dopo questo piccolo sfogo, che spero mi perdonerete, ritorno a prepararmi i miei bagagli.
Se passate da Genzano fatevi vivi.
A presto