Ludwig

Heart speaks to heart


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Elogio della scrittura

Ieri sera ricevo questo messaggio da una persona per me speciale, dopo una conversazione via sms sullo scrivere la propria vita.

Penna e carta sono i miei amici fedeli: non giudicano né mentiscono e se scrivo qualcosa che non è del tutto vero, il silenzio disarma.

Ti insegnano che puoi velarti davanti agli altri, ma non a te stesso.

Puoi scrivere fiumi di parole, ma non hai pace fino a quando scrivi quella vera che dice le cose come stanno.

Non c’è nulla di più  intimo del proprio io, di pensieri messi su carta: hanno un suono diverso rispetto a quando sono in mente.

scrittura

Grazie di cuore, sorella Stefania!

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La preghiera

Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. 

 

Mc 1,35

Questo è uno dei motivi  per cui, alla fine, l’apostolato e gli impegni ad esso legati diventano una bella giustificazione: ridare libertà e dignità a chi malato o indemoniato è un’azione che non ha prezzo per chi è guarito e per chi guarda da fuori, ma rischia di intrappolare e schiacciare chi compie tutto questo.

Certo forse non è il caso di Gesù, così come la sua preghiera non è esattamente come la mia, ma di sicuro il Signore non mi vuole lasciare un semplice esempio da seguire tra le onde più o meno impetuose della mia vita e del mio apostolato.

C’è un di più che va al di là delle parole di qualsiasi preghiera, perché non esistono parole adeguate per esprimere una profonda relazione d’amore: è per questo che nell’ordinarietà della vita di Gesù il Vangelo non riporta le parole di come lo stesso Gesù prega.

Di fatto non è una semplice indicazione di metodo, ma l’eredità di una esperienza di vita che genera vita: un po’ come quando un bambino guarda i propri genitori che si vogliono bene e percepisce, sa di non essere al di fuori di quell’amore, ma di farne costitutivamente parte, iniziando a capire cosa sia amore e cosa significhi amare.

 


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La via

Un giovane chiese a un santo eremita:

“Dimmi la via più veloce per arrivare a Dio!”.

Sorridendo, l’eremita rispose:

“Mangia uno di quei funghi”.

Il giovane, sorpreso, esclamò:

“Ma sono velenosi!”.

“Appunto”.

disse l’eremita.

Non ci sono scorciatoie per arrivare a Dio: ci vuole tutta la vita.

da: Bruno Ferrero, C’è ancora qualcuno che danza, LDC


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Rendimi sordo, Signore! (20/3/07)

Rendimi sordo, Signore, perché possa non ascoltare più le cose inutili della vita, per poter essere utile a chi di vita ne ha poca.

 Rendimi sordo, Signore, ai sussulti del mio cuore quando questi non sono innanzitutto per te e poi per gli altri.

Rendimi sordo, Signore, al canto delle Sirene ammaliatrici di questo mondo, per poter elevare a Te, dal profondo del mio cuore, il mio canto di liberazione e di lode.

 Rendimi sordo, Signore, al mio egoismo difeso a tutti costi, perché la mia vita sia tutti i costi per te e per i fratelli che mi donerai.

 Rendimi sordo, Signore, alle mie inutili parole, perché possa essere, ora e sempre, un degno ministro della Tua Parola.

Amen.



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Il dono

A volte pensiamo che le parole uniscano, creino vicinanza, costruiscano un’amicizia, insomma come se l’equazione più si vive insieme, più si condividono esperienze e parole, più un’amicizia è di qualità sia vera.

Onestamente non credo che sia così.

A volte le parole feriscono e creano distanze, anziché unire.

A volte delle indelicatezze (volute o meno) feriscono in maniera “permanente” certe amicizie che si credevano inattaccabili.

E allora era davvero amicizia?

A volte, persone che ci stanno accanto da anni e anni e che riteniamo i nostri migliori amici, non ci capiscono in determinati momenti delicati della nostra vita e ci sentiamo “traditi”.

Nel mentre, una persona che ritenevamo marginale nella nostra esistenza, ci viene incontro e ci legge dentro come nessuno aveva mai fatto prima…

E allora qual è la vera amicizia?

Penso che l’amicizia, quella vera, sia un dono.

Non fatto da una persona nei confronti di un’altra, ma quella che il Signore ci fa attraverso delle persone inaspettate.

La prima vera amicizia è la Sua.

Che è gratuita, “inutile”, che ci precede e ci sorpassa in maniera immensa senza alcun nostro merito.

Poi ci sono le amicizie che sono un dono, che non si basano su fattori quantitativi (quanto abbiamo parlato insieme? Quanto tempo abbiamo trascorso insieme?) o di calcolo, ma solo sul fatto di essere un dono inaspettato.

Un dono d’amore vero, autentico, che tutto sopporta e tutto spera, che sa starti vicino sempre e comunque, anche se distante, anche se in “silenzio”.

E ringrazio Dio di tutto cuore per questi doni inaspettati che sono segno vivo e presente del suo amore per me.

Per il dono che sei tu nella mia vita.

 

KE2


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L’Abbraccio del Silenzio

Le parole sono importanti per avvicinarsi, ma troppe parole creano distanza.

H. J. M. Nouwen

 

È quello che ho potuto sperimentare nella settimana passata in Sicilia: tanti incontri, come già scrivevo, tante piacevoli chiacchierate, ma specialmente tanti momenti di silenzio vissuti insieme.

Certi discorsi, durati anche ore, alla fine si sono ridotti al silenzio dello stare semplicemente insieme.

Ad un abbraccio silenzioso, ma che valeva più di tante parole dette.

A volte è proprio così (e concordo con Nouwen), specialmente quando in quello stare in silenzio c’è Qualcuno di più grande che parla.

Qualcuno di più importante che ama.

Qualcuno che è infinitamente Amore e che dà senso e profondità ad ogni rapporto di autentica amicizia.

È l’abbraccio del silenzio più eloquente di ogni parola, perché è la stessa Parola che vive “dove due o tre…”.

Parole