Ludwig

Heart speaks to heart


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(In)Fedele

Ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore.

(Os 2,22)

 

In questa catena di riflessioni che la liturgia mi propone, ancora una volta la mia attenzione viene catturata da un’espressione che mi rivela e mi ricorda il volto di Dio e la mia esperienza di Lui.

Quello che fa da perno alla mia esperienza è proprio la fedeltà: del resto non riesco a credere che si possa vivere un’autentica e profonda esperienza d’amore senza il chiodo che tiene il tutto insieme, nonostante le burrasche della vita. La fedeltà di Dio per l’uomo passa attraverso un chiodo e ne è la testimonianza perenne: quello che inchioda le mani e i piedi di Gesù alla Croce. È un’epifania di amore molto dura e cruda, ma che non si disperde in rivoli di farneticazioni filosofiche che portano a qualche giustificazione.

Quello che difetta è la mia fedeltà, pronto a metterla da parte o dimenticarmene appena iniziano a soffiare i venti della stanchezza e a cadere la pioggerellina insistente delle tentazioni.

La strada del mio matrimonio si chiama “resistenza”, sorella siamese di fedeltà: resistenza all’uomo vecchio e fedeltà al mio vero io, che è somiglianza ad un Padre che incessantemente mi ricorda dove sia la mia vera casa.


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La via

Un giovane chiese a un santo eremita:

“Dimmi la via più veloce per arrivare a Dio!”.

Sorridendo, l’eremita rispose:

“Mangia uno di quei funghi”.

Il giovane, sorpreso, esclamò:

“Ma sono velenosi!”.

“Appunto”.

disse l’eremita.

Non ci sono scorciatoie per arrivare a Dio: ci vuole tutta la vita.

da: Bruno Ferrero, C’è ancora qualcuno che danza, LDC


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A proposito di cuore…

«Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi».

(Col 3,13)

Alla luce di alcuni fatti che hanno segnato la mia vita negli ultimi anni, ho sperimentato sulla mia pelle come il perdono possa essere il regalo più grande che si possa sia fare che ricevere, perché espressione di un amore vero, totale, incondizionato che crea relazioni autentiche il cui vincolo è la carità, cioè un Amore che travalica e supera qualsiasi ragionamento umano.

Perché se è vero che il cuore dell’uomo rimane una trappola insidiosa ed una cattiva bussola nella  vita quotidiana – così come ci ricorda Gesù -, dall’altra è pur vero che un cuore che accetta di amare come Dio ama ed essere da Lui guidato, diventa fonte di guarigione e di purificazione di una memoria ferita da qualunque offesa.

È questo il caso in cui il cuore diventa una bussola autentica della vita, perché si identifica con la parte più profonda e più intima di qualsiasi uomo o donna, capace di ri-orientare la propria vita secondo rotte che non appartengono a logiche umane, ma che trovano nel cuore di Dio l’inizio ed il compimento di una felicità senza fine.


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Per Demetrio Fidel a San Cristobal 3/3/94

Quando un uomo, o una donna qualsiasi,
decidono di camminare,
invariabilmente, presto o tardi,
si trovano a dovere scegliere tra due strade.
 
Da una parte la via
dove si zoppica in cambio delle comodità,
dei privilegi in cambio dei tradimenti,
dove si va in alto a costo di far cadere gli altri.
 
Dall’altra parte la via
delle convinzioni ferme a costo
dei sacrifici,
del disprezzo per la nostra fermezza,
dell’oblio perché non si mente.
Questa è la strada del dovere.
 
E, costretti a scegliere,
gli uomini e le donne veri
sempre
scelgono il dovere.
 
Subcomandante Marcos