Ludwig

Heart speaks to heart


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Ritorno a casa…

Domani si parte per Torino: passeremo una settimana ospiti del noviziato di Pinerolo. Detto così può sembrare una “gita” come tante altre, ma per me non è così. Dopo sei anni si stanno chiudendo vari capitoli della mia vita ed altri si stanno aprendo e ritornare su quei luoghi ha per me un’importanza fondamentale: sarà un rivedere la mia vita salesiana da quando è ufficialmente iniziata fino ad ora, in prospettiva di quello che mi attende da settembre in poi.

·        Ritorno nel “mio” noviziato dopo 6 anni di “assenza”: anno di noviziato vissuto intensamente e di cui conservo un ricordo splendido che ancora mi dona coraggio nei momenti di sconforto, e mi fa dire “grazie” per tutto quello che mi ha dato (e continua a darmi).

·        Ritorno sui luoghi di don Bosco dopo 5 anni: rivederli, ancora una volta, facendo memoria e proiettandosi avanti, mi riempie il cuore di gioia e mi conferma nella mia vocazione.

·        Rivivrò la grandiosa (non c’è altro aggettivo per definirla) esperienza della festa di Maria Ausiliatrice nella Basilica a lei dedicata e voluta da don Bosco: non ci sono molte parole per poter raccontare quello che si vive in quei giorni.

·        Dovrei rivedere il mio maestro di noviziato con cui spero, in qualche modo, di poter parlare un po’: è la persona che ti segna inevitabilmente nella tua formazione religiosa.

 

Per tutto questo e per tanto altro, non posso che ringraziare il Signore per tutto quello che mi ha donato e che continua a donarmi. Mi sento un privilegiato, ma non ho fatto niente per “meritarmi” tutto questo. Tutto è grazia, gratuito, perché nasce dal cuore di un Papà che ci ama infinitamente. Spero solo di potergli assomigliare solo un po’.

Vi porto tutti con me e vi ricorderò particolarmente in Basilica.

A presto.

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L’amore è inutile!

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati.

Gv 15,12

 

Pian piano mi sto rendendo conto sempre di più di questo: più approfondisco il legame con certe persone a me particolarmente care, più mi rendo conto che l’amore è inutile.

 Quante cose che vorrei fare per queste splendide persone che arricchiscono in maniera inesauribile la mia vita, specialmente quando vivono momenti di difficoltà.

Così come ho ben chiaro che lo stesso farebbero loro per me.

Come se, alla fine dei conti, amare equivale a “fare” qualcosa per la persona amata.

Per te.

 La distanza fisica e spaziale (più o meno forzata) che sto vivendo, mi sta aiutando a capire proprio questo: che l’amore è inutile. Cioè non-utile, non ricerca, in fin dei conti, una qualche utilità.

 Potresti obiettare che l’amore ricerca la felicità dell’amata/o.

 Vero.

 E falso.

 Perché la felicità personale (la tua felicità) è sempre una RESPONSABILITA’ personale, sulla quale non posso permettermi di esercitare nessuna coercizione, perché c’è di mezzo la tua libertà.

 L’amore è inutile.

 L’amore ama e basta!


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La prova d’amore (per te)

Detto questo, mostrò loro le mani ed il costato. E i discepoli gioirono nel vedere il Signore.

(Gv 20,20)

 

Poche parole in questo versetto, ma che mi hanno sempre lasciato perplesso: il Risorto appare ai suoi discepoli e mostra loro i segni della Passione, come una “carta d’identità”, un’autocertificazione. Sono proprio quelle ferite a testimoniare la verità, la realtà profonda di quel Nazareno Crocifisso. E la gioia è tanta, da parte dei discepoli.

Ma non penso che sia la gioia per qualcosa d’inatteso, di una visita inaspettata per quanto graditissima.

Sono quelle ferite a fare la differenza, a dare senso a tutto quello che i discepoli hanno vissuto.

A dare senso a tutto quello che noi viviamo, specialmente alle sofferenze più profonde, vissute per amore.

 Più vado avanti nella mia pur breve vita, più ho l’occasione di confrontarmi con chi incrocia la mia vita, più mi rendo conto quanto possa essere difficile, ma così incredibilmente bello, amare veramente.

In questa vita non ho piena coscienza di quello che le persone a me care soffrono per amor mio.

E viceversa.

Quanto profondo possa essere l’amore e quanto incompreso, “disturbato” quotidianamente dal mio egoismo che mi spinge a farti del male.

Ma di una cosa rimango sicuro: tutte queste “incomprensioni d’amore” brilleranno come gemme preziose quando ci incontreremo di nuovo, sotto nuove spoglie.

Allora ci mostreremo reciprocamente le ferite sopportate per amore l’uno dell’altro, ma non sarà un meschino rinfacciarsi dolori egoistici: sarà un’esplosione di gioia infinita nello scoprire quanto ci siamo amati veramente.

Nonostante tutto.

Mani-Risorto