Ludwig

Heart speaks to heart


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Un passaggio

Beh, il passaggio a WordPress è stato fatto.

In tutta onestà mi è sembrato quasi un ricatto e per certi versi sono rimasto deluso: molto del vecchio Blog di ComePontiTraLaStradaE si è perso in quello che non è potuto trasmigrare. Sia foto sia tutto quello che faceva di contorno alle varie riflessioni: spesso l’anima di un blogger si nasconde proprio dietro quelle piccole finestre laterali che forse passano inosservate, ma che dicono molto a chi sa leggere tra le righe.

Ormai è fatta.

Si tratta ora di prendere confidenza con questo nuovo mondo dedicandogli tempo, cosa che in questo momento scarseggia.

Buon tutto a tutti e, spero, a presto.


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XDONO!!!

«Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi».

(Col 3,13)

 

Il Signore ci spiazza sempre ed è molto esigente se si legge con attenzione la sua Parola e si prova ad entrare nella sua testa, nella sua logica, ma specialmente nel suo cuore, punto di origine di tutto.

Quando nelle nostre relazioni riteniamo che qualcuno ci abbia fatto uno sgarbo o del male, teniamo il muso lungo o non gli rivolgiamo la parola o, peggio ancora, rivolgiamo degli ipocriti saluti e frasi di circostanza che creano ulteriore divisione e che continuano a scavare fossati di difesa.

 

Dio, ci ricorda la Scrittura, non la vede così.

 

Quando abbiamo peccato contro di Lui, quando gli abbiamo fatto del male (cfr Adamo ed Eva) e continuiamo a fargliene, Lui non ha tenuto il broncio per l’eternità. Anche se dispiaciuto e ferito è stato Lui a perdonarci: Adamo ed Eva (e con loro noi) non chiedono scusa per quello che hanno combinato, ma Dio li (ci) perdona lo stesso. In Cristo.

 

“Perdono” o “dono per”?

Forse è qui la chiave di lettura di una realtà che a volte pretendiamo da chi ci fa del male.

Dio ci ha perdonato donandoci suo Figlio e questi donandoci il suo sangue.

Senza aspettare che noi chiedessimo scusa.

 

E se questo è l’esempio, testimonianza di un amore vero, concreto, autentico, vivo, «così fate anche voi».

 

Il “per-dono” che il Signore mi ha concesso è un dono gratuito.

 

Sta a me “rigirarlo” senza che gli altri me lo chiedano.

 

 

 

 

 

Epilogo:

Ricordando Madeleine Delbrêl

 

«Non c’è verso di amare Dio senza amare l’umanità, non c’è verso di amare l’umanità senza amare tutti gli uomini, non c’è verso di amare tutti gli uomini senza amare gli uomini che si conoscono di un amore concreto».

 


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2008-10-02 20:35

FINISCONO CONTRO AUTO PER SFUGGIRE A POLIZIA, MORTI 2 GIOVANI PALERMO – Si conoscevano da sempre, condividevano tutto, l’amore per i cavalli e una grande passione per le moto. Avevano solo 17 anni Pasquale Ferrara e Giuseppe Giuffrida. E quella di ieri, per loro, doveva essere una sera come tante. Sono usciti con lo scooter del padre di Pasquale, un’Honda 150, nonostante non avessero l’età, né la patente per guidarlo. Per questo, quando la ‘volante’ della polizia si è affiancata per accertare se fossero loro i responsabili del furto di una moto, appena segnalato al 113, sono scappati via. Sapevano che avrebbero rischiato il sequestro dello scooter, peraltro, non assicurato.

La fuga a folle velocità, contromano, lungo la circonvallazione di Palermo, ancora trafficata nonostante fossero le due di notte, ha ucciso entrambi. La moto si è schiantata contro una Fiat Punto che viaggiava nel senso di marcia. Il conducente, Antonino Santoro, 21 anni, rimasto vivo per miracolo, si è visto arrivare addosso i due ragazzi e non è riuscito a rallentare. L’impatto è stato violentissimo, tanto da far staccare e volare un pezzo del motore sull’auto di pattuglia, che continuava a seguire le vittime a velocità ridotta, tentando di segnalare la presenza dello scooter agli automobilisti che percorrevano la circonvallazione. Secondo gli investigatori, Pasquale e Giuseppe si sarebbero trovati nello stesso luogo in cui era stato segnalato alla sala operativa il tentativo di furto di una moto. Gli agenti, infatti, oltre ai minorenni, avevano visto altri due ragazzi a bordo di uno scooter: probabilmente erano stati loro a cercare di rubare il mezzo. Ma, mentre i poliziotti inseguivano i 17enni, i ladri sono riusciti a far perdere le loro tracce. "Una tragica fatalità ", dice il questore di Palermo Alessandro Marangoni, che esprime solidarietà alle famiglie dei due minorenni difendendo, però, l’operato dei suoi uomini.

 "Gli agenti stavano eseguendo un controllo di routine – spiega – L’equipaggio delle volanti ha cercato in tutti i modi di evitare la tragedia. Appena si sono resi conto che i ragazzi avevano imboccato la strada contromano hanno rallentato e azionato tutti i segnali visivi e sonori, ma non c’é stato nulla da fare". "Voglio la verità, voglio sapere come si sono svolti i fatti, chi ha ucciso mio figlio", replica, disperato, Antonio Ferrara, papà di Pasquale. Nell’abitazione del giovane, un appartamento di edilizia popolare in vicolo Fondaco, nel cuore del centro storico di Palermo, c’é rabbia e commozione. "Pasquale non era un ladro – dicono i familiari – Fuggiva solo perché l’assicurazione dello scooter era scaduta". Sull’ incidente la procura di Palermo ha aperto un’inchiesta coordinata dal pm Annamaria Picozzi. Due i filoni: quello relativo al tentato furto della moto segnalato al 113, ancora contro ignoti, e quello sulla morte di Giuseppe e Pasquale.

http://ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_786411470.html

...

 


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Una piccola novità nel web

DireGiovane

 

WWW.DIREGIOVANE.ALTERVISTA.ORG

 

direGiovane è dire tutto! ma forse nel tempo stesso è un po’ dire niente.
Tutti parlano dei giovani, tutti si arrogano il diritto di ‘sputare sentenze’ sul mondo dei giovani, giudicando, a mio avviso, in maniera molto affrettata, superficiale e lontana dalla realtà, le scelte di questi. Irresponsabili, immaturi, superficiali, bamboccioni, pigri, senza sogni…questi gli appellativi usati da tanti ‘esperti nel settore’ per definire i giovani oggi, senza neanche provare a ‘codificare’ talune realtà, perchè posti a giudicare da comode prospettive da ‘superiori’.

E così: studiosi, filosofi, saggi e pensatori di mestiere si siedono intorno a grandi tavoli e tra conferenze e congressi internazionali, si parlano senza ascoltarsi, portando avanti alla ceca tesi cattedratiche per avvalorare la loro idea (e la loro poltrona).
Dei giovani si parla tanto! Ma quanto si lasciano parlare?
Quanto ci si pone rispetto al mondo giovanile in una prospettiva ‘comunicativamente simmetrica’?
Quanto vengono promossi spazi di confronto liberi e aperti?
Quante sono le proposte di incontro tra giovani  e adulti che si pongono nella ‘prospettiva freiriana’ che non c’è in maniera assoluta un soggetto che insegna ed uno che impara, uno che versa e l’altro che beve alla cieca, ma che ‘ci si educa insieme’, a partire dalla propria originalità e dal proprio percorso di vita.

Questo spazio allora ha l’ambizione di provare ad essere tutto questo, in un timido tentativo di incontro tra i giovani e coloro che tra i  giovani ci vivono.

 

VIENI, ISCRIVITI, INFORMATI, DACCI UNA MANO.

(dalla presentazione)


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Nemici amici

«Non crediate che io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti; non sono venuto ad abrogare, ma a compiere». (Mt 5,17)

 

Nelle profondità del cuore si trova la verità: quella sull’uomo e quella su Dio. Tante risposte alle grandi domande della nostra vita (che significa amare? Ha senso credere? Fino a che punto mi posso fidare di qualcuno?…) giacciono lì, in silenzio, in attesa solo di essere recuperate e portate alla luce.

Ma la strada che conduce a contemplare il nostro vero volto (e in questo quello di Dio) è piena di tranelli, di difese, di inganni che ci vogliono impedire di arrivare alla verità. Questi “ostacoli del cuore” spesso li abbiamo messi noi per paura di noi stessi.

 

La resistenza più forte riguarda il nostro rapporto di amicizia con Gesù: se è vero che riusciamo a fidarci ciecamente di qualche nostro amico, non esattamente accade con il Signore…

La paura più grande che abbiamo, consapevoli o no, è che starlo ad ascoltare comporterebbe in qualche modo una perdita di qualche parte della nostra vita, come fosse un ladro che ci vuole privare della nostra felicità, della nostra identità.

 

Eppure si è fatto embrione per dare compimento alla nostra vita.

O, meglio ancora, PIENEZZA.

 

Quando ascoltiamo Gesù e cerchiamo di prenderlo sul serio, corriamo solo un unico rischio: quello di essere felici!!!

Gesù non rinnega la nostra vita, non vuole prenderne sono un pezzetto per chissà quale oscuro fine: la vuole tutta, così com’è, con la sua storia, con la sua memoria, bella o brutta che sia, per darle PIENEZZA.

 

Tutto questo per farci capire che non c’è un solo secondo nella nostra vita che vada sprecato o schiacciato da chissà quale evento doloroso.

E questo ce lo ha dimostrato non a parole, ma con la sua vita: dalla sua esperienza del disprezzo, dell’abbandono e della morte provata sulla sua carne, è sgorgato un fiume di felicità che trova la sua sorgente nella sua Risurrezione e la sua foce nella nostra vita.