Ludwig

Heart speaks to heart


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Per i miei amici (sul finir dell’anno)

Nella speranza infatti siamo stati salvati.

(Rm 8,24)

È bello sentire come in questi giorni vibri in maniera distinta questa certezza legata ad una speranza che non è un’incognita casuale, ma che è attesa della certezza.

Certezza che ha la stessa evidenza della fede.

E la fede ha la stessa consistenza di una relazione che tiene sveglio il cuore e sempre presente alla mente la persona amata.

Ecco perché la mia crescita umana e spirituale camminano di pari passo con l’approfondimento delle mie amicizie: quanto più il Signore mi spinge verso loro, tanto più mi riporta a sé con una più profonda coscienza di me e di Lui.

È una Grazia proteiforme, che si manifesta in mille volti e in mille storie, ma che alla fine convergono tutte verso un unico punto: il cuore di Dio.

È in questa certezza che sono salvato, anche quando certe strade sono poco illuminate, accidentate o totalmente al buio: alla fine il punto di arrivo è uno e tocca a me camminare.

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Betania

Ho provato a cercare quale potesse essere il significato di questa parola, ma non ho trovato un significato univoco. Di fatto rimane un luogo privilegiato per Gesù e per la sua avventura umana, perché è il luogo dove stanno i suoi più cari amici: Lazzaro, Marta e Maria.

Allora permettetemi una forzatura, ma mi piace pensare che il suo significato sia “casa dell’amicizia o della “grazia”.

Perché sto continuando a comprendere come le vere relazioni siano plasmate da un amore autentico, puro, condiviso e difeso, custodito e curato che cerca la relazione in quanto reciprocità di una diversità complementare, che segna una novità continua, inesauribile.

E’ pur vero che imparare ad amare come Gesù pone davanti al rischio dell’incomprensione:

Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo.

(Gv 15,19)

Per questo motivo le relazioni che più mi hanno segnato e che continuano ad accompagnarmi sono indubbiamente soggette ad essere lette in maniera poco comprensibile, perché sono un’esperienza che esula dalla “normalità” del vivere comune: basti pensare a quanto il mondo abbia ricamato sul rapporto tra Gesù e la Maddalena…

Di fatto queste amicizie sono luoghi in cui lo Spirito si manifesta in tutta la sua potenza: Lui che è il dono fa della relazione un costante dono il cui frutto è amore, gioia e pace (Gal 5,22).

E’ per questo che certe persone sono per me casa: gioia e pace sono le caratteristiche di un profondo amore alimentato dal fuoco dello Spirito.

Chi ha orecchi…

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Tempo opportuno

«Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre».

(Lc 7,15)

 

Quello che mi colpisce in questo passo non è tanto il richiamare alla vita un ragazzo morto, quanto il restituire il redivivo alla madre.

In effetti non penso che abbia molto senso che qualcuno possa vivere indipendentemente dagli altri: la vita che mi viene donata non è solo per me, ma è un dono per gli altri, dono che viene direttamente dalle mani di Dio.

Il passaggio dal peccato alla Grazia è sempre una restituzione ai fratelli, a chi, per primo, ci ama in maniera più autentica e profonda.

In questi giorni di campo tanti si sono seduti a parlare e molti sono stati restituiti alle proprie famiglie con un pizzico di vita autentica in più.

Ritornato nella mia casa, anche io vengo restituito al mio ambiente con un briciolo di consapevolezza in più sulla mia vita interiore, tra ragnatele, polvere e spiragli di luce. Certo, a volte rimangono incomprensibili determinati avvenimenti, ma il tempo e la pazienza appartengono a Dio soltanto, mentre a me tocca vivere la pazienza in attesa del tempo opportuno.


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Estate Salette 2006

Cari amici vicini e lontani,

con stasera ho chiuso l’esperienza estiva passata nel quartiere di S. Cristoforo a Catania: una bella avventura iniziata con poco entusiasmo, ma conclusa con tanta gioia. E’ in questi ambienti che si tocca con mano quello che dice la Scrittura: “dove ha abbondato il peccato ha sovrabbondato la grazia”.

Toccare la tanta miseria umana, materiale, culturale.

Le tensioni con certe persone in “odore di santità” (= mafia).

Il parlare in italiano e non essere capiti, anzi, fraintesi.

Tutto questo e molto altro in queste 5 settimane intense di lavoro, ma supportato da tante splendide persone: dagli animatori più piccoli alla prima esperienza di animazione, alle mamme di famiglia sempre presenti e pronte a dare il loro aiuto ed il loro tocco tutto particolare di “mamme”. Ma non mi dimentico dei papà e dei nonni onnipresenti e di sicuro affidamento.

Domani pomeriggio si riparte, pronti per una nuova avventura di tutt’altro respiro: le premesse per una esperienza quantomeno interessante ci sono tutte. Per il resto si vedrà…

Spero di potervi sentire e, chissà, magari rivedervi tutti quanto prima.

Buona notte a tutti e buona continuazione di estate.


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L’esperienza

Esperienza è il modo con cui ci mettiamo in contatto col mondo,

la maniera in cui facciamo il mondo presente dentro di noi e in cui noi ci facciamo presenti nel mondo.

E’ il nostro modo personale, all’interno di una cultura,

secondo il quale interpretiamo tutta la realtà che ci si para innanzi

(l’io, l’altro, la società, la natura, Dio, il passato, il presente, il futuro…).

Leonardo Boff, La Grazia come liberazione