Ludwig

Heart speaks to heart


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La spiritualità del bruco

«Superando anzi le nostre stesse speranze, si sono offerti prima di tutto al Signore e poi a noi, secondo la volontà di Dio».

(2Cor 8,5)

 

La dinamica della sequela nel Regno è sempre la stessa: lasciare tutto per Dio e in Lui ritrovare molto di più di quello che si è lasciato.

Ma se questa dinamica rimane sempre la stessa, è pur vero che gli fa ottima compagnia la medesima tentazione: una volta deciso di seguire il Signore, attacco il cuore al di più che il Signore mi dona.

Per questo la mia sequela è una continua catarsi, un continuo aderire per poi staccarsi e, anche se fa umanamente male, è l’unica strada per orientare il cuore verso il Signore. Ed ogni volta è sempre un di più colmo di pace, gioia e serenità.

 

Il punto nodale di tutto questo si pone nella volontà salvifica del Padre: siccome lui vuole salvi i suoi figli, ogni volta che dico di sì alle sue proposte (per quanto oscure ed incomprensibili possano essere all’inizio) permettono il compiersi di un altro segmento della Storia della Salvezza. È per questo che le mie risposte di adesione al Signore, anche quando sono umanamente incomprensibili e dolorose, non sono indifferenti al resto dell’umanità presente e futura: la redenzione della storia e la felicità di tutti gli uomini passano anche attraverso i miei “sì” detti per amore all’unica Persona che ci vuole realmente felici.

 

Qui.

 

Ora.

 

E per l’eternità.

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Jesus Christ Superstar

«Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». (Gv 7,27)

 

Questo è uno dei trabocchetti in cui mi capita di cadere più spesso: sapere da dove viene il Cristo, sapere già dove trovarlo e quindi fare diventare lì incontro con Lui qualcosa di banale, di scontato, di già visto.

 

La quotidianità della fede porta ad una inevitabile routine che mi fa perdere il senso dell’incontro, della festa, della mia liberazione e del patto di alleanza che ne scaturisce: la tentazione che segue è il pretendere che Gesù passi per vie straordinarie, che percorra sentieri inaspettati e nuovi, magari aggiungendo qualche effetto speciale alla mia vita.

 

Il Messia «nessuno saprà di dove sia».

Questa è pura volontà di dominio, è volere piegare la strada di Dio alla mia volontà e alle mie esigenze.

Spesso pretendo dalla fede una forte componente emozionale che, sì mi scuote, ma che rimane (come tutte le emozioni) superficiale.

 

So bene dove incontrare Gesù: è per strade che tutti seguono, che tutti vivono nella ordinarietà e quasi banalità della vita. Ma questo continua, a volte, a farmi difficoltà perché un Jesus Christ Superstar è molto più riconoscibile, visibile, patinato, accettabile.

 

Il vero Gesù, invece, cammina con i poveri, prova la loro fame e  sniffa colla per non sentirla; mastica la loro stessa polvere e si sporca le mani nell’immondizia alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti…

 

So benissimo «costui di dov’è»…