Ludwig

Heart speaks to heart


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Un applauso!

Ecco noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?

(Mt 19,27)

La risposta sarcastica che darei a Pietro è: “un applauso”. Non per essere irriverente, ma perché mi ci ritrovo pure io ad esprimere in certi momenti della mia vita questa domanda, in maniera più o meno larvata.

Quantomeno Pietro, a differenza mia, ha il coraggio di essere schietto e di esporsi in prima persona. La domanda comunque rimane e rischia di assumere il tono della capziosità, come se la salvezza e la sequela di Gesù la si può barattare con qualcosa, fosse anche tutto quello che ho. Come se fosse un vantare crediti nei confronti di Dio, quando, in verità, sono un suo debitore eternamente insolubile.

Il mio do ut des con Dio non funziona, perché non c’è una complementarietà reciproca, ma solo una smisurata asimmetria a favore di Dio. Asimmetria impossibile agli uomini, ma non a Dio. Questo mi aiuta a ridimensionare me ed il mio amor proprio, che in modo particolare si manifesta nella mia vita di peccato, ma nonostante questo il suo amore rimane più forte.

Non c’è storia in questa partita, ma solo un continuo festeggiare la sua infinita misericordia.

Il cane di Dio


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A tavolaaaaaaaaa!!!

«Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?» (Mc 2,16).

Questa è una domanda che in maniera più o meno esplicita, ma molto spesso implicita, mi sento rivolgere da chi è sesterno a questo ambiente: quando la gente sa in che quartiere mi trovo, la maggior parte delle volte scatta un sentimento di compassione e difficilmente riescono ad intuire che, pure essendo tra “pubblicani e peccatori”, possa essere profondamente felice. Anzi, è proprio la causa della mia felicità.


Quello che Gesù compie è un gesto di profondo amore nei confronti dei figli più prediletti, ma è anche un segno metodologico per chi decide di seguirlo: è il sedersi dove la gente siede e mangiare e bere quello che la gente mangia e beve. Non è un rischioso ed inutile conformarsi, quanto piuttosto un salutare (nel senso etimologico) abbassarsi.


Capito questo, mi rimane ancora parecchia strada da  percorrere, ancora parecchio da mangiare e bere.


La percezione che ho fino a questo momento, è quella di essere ancora agli antipodi di questo gesto d’amore. E la cosa inizia a non soddisfarmi più e a sentire fame di qualcosa di più sostanzioso. Il pericolo pendente è quello di colmare la questa fame solo a colpi di antipasti, perdendomi la parte migliore. Vorrei poter dare una risposta alla domanda fatta a Gesù non tanto a parole, ma come ha fatto Lui: con il dono della sua vita.


Fino in fondo.