Ludwig

Heart speaks to heart


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Un arcobaleno di furti

Onestamente provo a scrivere per provare a chiarirmi le idee, anche se mi pare un po’ difficile.

Difficile perché sono, in tutta onestà, confuso.

Quando succedeva qualche strage, tutti col nastrino nero  dicendo di essere un certo Carlo.

Ora no.

Tutto sembra cancellato a cuor leggero: ci hanno rubato il diritto di piangere sui nostri morti.

Da cittadino italiano, sono ormai stato scippato dagli anni ’90 della possibilità di gridare “Forza Italia!”. Povera patria…

La democrazia è diventata di tutti i partiti e quindi, in pratica, di nessuno: siamo sotto dittatura partitica.  Ci hanno rubato pure questa con le regole della “democrazia”.

Nella bella ed amata Sicilia, ci hanno rubato gli splendidi colori della bandiera, facendone una monocromia luttuosa.

Ci hanno rubato l’arcobaleno, di biblica memoria, per farne un orgoglio qualunque. Magari bastasse questo a rendere la vita più colorata per gli esseri umani.

Ci hanno rubato la croce (con la “c” minuscola) facendone un monile carico di tanta sapienza magica e di modaiola connivenza. Per me la potete pure mettere a testa sotto.

La lista rimane aperta, e lascio a ciascuno di voi  il divertimento di continuarla, se ne avete voglia, secondo i vostri gusti e convinzioni.

Personalmente, però, nutro una speranza per il genere umano.

Che si vengano a rubare altre due “cose”.

Queste:

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Orgoglio di padre

Giovanni rispose: “Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo”.

(Gv 3,27)

Questa espressione del Battista nei confronti di Gesù mi aiuta a mettere un po’ di ordine ad alcune inquietudini della mia vita. Questo anno si sta aprendo foriero di novità, di cambiamenti che non riguardano tanto la mia vita, quanto il tessuto delle mie relazioni: alcune delle persone a me più care si dovrebbero apprestare a chiudere certi capitoli della loro vita per iniziarne di nuovi ed importanti.

Ed un po’ mi sento come il Battista che termina la sua missione di accompagnatore con l’arrivo di Gesù.

Sono situazioni che smuovono il mio attaccamento affettivo e che, se da una parte mi “inquieta”, dall’altra mi lasciano una gioia di sottofondo ed una gratitudine  per poter essere testimone di certi cambiamenti nelle vite altrui.

Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena.

(Gv 3,29)

In questa prospettiva, è bello porsi anche nella parte dell’amico dello Sposo, amico che è presente, ascolta e gioisce per le meraviglie che Dio compie nella vita della sposa, vita che diventa non semplicemente una storia, ma storia di Salvezza.

Non nascondo che mi sento un po’ orgoglioso, come un padre che vede i propri figli crescere, con l’augurio, ma anche con l’impegno, di poter essere pure io un buon padre sulle orme del proprio Padre.

Padre e figlio