Ludwig

Heart speaks to heart


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Liberi, liberi siamo noi…

«Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi».
(Gal 5,1-6)

In questi anni che il Signore mi ha donato da vivere ho fatto parecchie esperienze: alcune belle, piene di vita, altre un po’ meno “belle”. Ma in un caso o nell’altro erano espressione, a ben pensarci, di una ricerca di libertà da schemi sociali, culturali, musicali, religiosi…

Quello che però ha fatto la differenza è stato l’aver trovato la vera libertà che ha dato senso alla mia vita: determinate esperienze, che mi hanno toccato nel profondo e che, col passare del tempo, in qualche modo, mi hanno cambiato, mi hanno indicato una strada che continuo (e provo) a percorrere ogni giorno.

 

La libertà interiore è qualcosa che trasforma non solo il proprio intimo, la propria vita, ma anche quella degli altri che ci circondano, consapevoli o no.

La libertà interiore è un dono di una Persona che morta per liberarci e «perché restassimo liberi».

Questa è una grande consolazione: per quanti sbagli possiamo fare nella nostra vita, per quante volte possiamo essere noi stessi a metterci delle catene ai nostri piedi, Lui è sempre lì, pronto a restituirci la nostra libertà e con essa la nostra dignità di uomini e di figli.

 

Il fidarsi di Gesù, il fargli posto nella nostra vita ci rende liberi, ma non è una libertà fine a se stessa,  perché ciò che conta è «la fede che opera per mezzo della carità» (Gal 5,6).

 

Il Signore mi ha liberato per amore.

Ed io voglio essere libero di amare.

Come Lui mi ama.

chagall


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Ti amo da morire!!!

Non so se ti è mai capitato di dirlo a qualcuno o di sentirtelo dire da qualche persona a te molto cara.

A me è capitato sia di dirlo che di sentirmelo dire.

Ed è un’espressione molto forte e densa, che racchiude veramente la profondità del cuore umano.

 

Ma c’è un rischio, sempre presente e pronto a “falsificare” queste parole così belle e totalizzanti, ed è il rischio di troppa “umanità”.

Già a volte un semplice “ti voglio bene” è detto come risposta per non far dispiacere chi ce lo ha detto per primo, oppure per non essere “da meno” del nostro interlocutore, oppure per tanti altri motivi, più o meno veri o utilitaristici.

 

Quanto più tutto questo vale per il “ti amo da morire”: già è difficile capire quando si ama veramente una persona (oppure si cerca di soddisfare solo il proprio egoismo travestito dei più nobili sentimenti?), quanto più arrivare a dare la vita per amore di quella persona.

 

Io credo all’autenticità dell’espressione “da morire” ad una sola condizione: avere ben chiaro che solo una persona è stata disposta a morire per me, ridandomi la mia vita.

È solo nell’amore di quel Gesù che sfugge per non essere incoronato re, ma che si consegna spontaneamente per essere messo a morte per me. Solo per amore.

È in questo amore che unisce, purifica ed innalza un amore di coppia che trovo il vero significato del “ti amo da morire”.

Il “morire” è alle condizioni di Gesù.

Non altre.

jesus_loves_you