Ludwig

Heart speaks to heart


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Non ti sopporto più!!!

Il Signore, che guida i nostri cuori nell’amore e nella pazienza di Cristo, sia con tutti voi.

(dalla Liturgia)

Un vecchio detto giapponese dice che la pazienza non consiste nel sopportare cose sopportabili, ma quelle insopportabili.

Penso che da una parte sia vero, ma dall’altra manca di una specificità tutta cristiana.

Portare pazienza in situazioni che non dipendono da noi e che esulano dalle nostre forze, penso sia saggezza e mai rassegnazione.

Portare pazienza con delle persone che in qualche modo “interferiscono” o “disturbano” la nostra vita può essere un buon punto di riflessione ed un’opportunità  di crescita.

È quello che sto vivendo in questi ultimi anni, crescendo (almeno in età): alle persone non va portata semplicemente pazienza, sennò rischio, prima o poi, di scoppiare e mandare in frantumi tutto quello che pensavo di aver costruito.

La pazienza è il termometro dell’amore verso una persona, e di questo ne faccio sempre più consapevolmente esperienza, giorno per giorno.

Se non riesco a “sopportare” qualcuno per breve tempo, vuol dire semplicemente che amo poco. Ed è da qui che nasce l’insegnamento di Gesù sul perdono: quante volte devo perdonare?

Non c’è limite.

Anzi, c’è ed è determinato dalla mia (in)capacità di amare.

Gesù ancora una volta ribalta un modo di pensare comune e mi spinge ad andare nel profondo del mio cuore: il problema in sé non è chi “sbaglia”, ma sono io.

Chi mi fa un torto, chi mi “stressa”, chi, in qualche modo, mi mette alla prova, dovrei ringraziarlo, perché mi sta aiutando a capire quanta strada devo ancora percorrere per imparare ad amare veramente.

A tutti i costi.

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