Ludwig

Heart speaks to heart


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Jesus Christ Superstar

«Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». (Gv 7,27)

 

Questo è uno dei trabocchetti in cui mi capita di cadere più spesso: sapere da dove viene il Cristo, sapere già dove trovarlo e quindi fare diventare lì incontro con Lui qualcosa di banale, di scontato, di già visto.

 

La quotidianità della fede porta ad una inevitabile routine che mi fa perdere il senso dell’incontro, della festa, della mia liberazione e del patto di alleanza che ne scaturisce: la tentazione che segue è il pretendere che Gesù passi per vie straordinarie, che percorra sentieri inaspettati e nuovi, magari aggiungendo qualche effetto speciale alla mia vita.

 

Il Messia «nessuno saprà di dove sia».

Questa è pura volontà di dominio, è volere piegare la strada di Dio alla mia volontà e alle mie esigenze.

Spesso pretendo dalla fede una forte componente emozionale che, sì mi scuote, ma che rimane (come tutte le emozioni) superficiale.

 

So bene dove incontrare Gesù: è per strade che tutti seguono, che tutti vivono nella ordinarietà e quasi banalità della vita. Ma questo continua, a volte, a farmi difficoltà perché un Jesus Christ Superstar è molto più riconoscibile, visibile, patinato, accettabile.

 

Il vero Gesù, invece, cammina con i poveri, prova la loro fame e  sniffa colla per non sentirla; mastica la loro stessa polvere e si sporca le mani nell’immondizia alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti…

 

So benissimo «costui di dov’è»…

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