Ludwig

Heart speaks to heart


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Non so perché, ma ripensavo a questo titolo di Tiziano Sclavi e al film che ne seguì nei primi anni novanta.

E mi ha fatto pensare ad un paio di cose.

A quanto scriveva Freud riguardo al contenuto essenziale della vita: tra Eros e Morte è una continua guerra, una “battaglia di giganti”, e mentre l’amore umano ci fa intravedere un superamento della morte, è esclusivamente quest’ultima che vincerà l’ultima battaglia, chiudendo in maniera definitiva tutte le vicende umane.

Dall’altra a quanto devo ringraziare Dio di essere cristiano, perché il vero annuncio del Vangelo, la vera, unica, buona notizia è che la Risurrezione di Cristo è il ribaltamento totale e definitivo di quanto Freud – e prima di lui la mitologia – affermava.

Certo, l’Amore che Dio ha riversato nei nostri cuori non è esente a lotte, tribolazioni, abbagli e sconfitte, ma sono proprio queste che indicano che la strada che sto percorrendo è quella giusta, ricordandomi che:

Non è l’umiliazione che devi temere, ma la tua poca fede.

Non è il peccato, ma la tua scarsa volontà di lottare.

Non la tua miseria, ma la tua voce spenta, il tuo non gridare all’Altissimo.

(Pier Giordano Cabra, Con tutto il cuore, 46)

E come tutti i doni che Dio mi fa, lo stesso dono ricerca incessantemente il Donante, riorientandomi a Lui e ai suoi figli, sempre se decido di accettarlo e di lasciarmi coinvolgere attivamente da questo dono.

E se è vero che l’Amore domanda amore, è pure vero che il dono esige dono e la fiducia esige fiducia.

Detto in altro modo: se mi fido di Lui, sono un dono di Amore.

cur amoureux

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La vita davanti (una lettera per te)

Mie care Simona, Mari e Vanda

sono stato davvero felice di potervi incontrare in questo fine settimana davvero così speciale, almeno per me.

La vita è davvero sorprendente quanto più lasciamo che sia lei a guidarci per strade che a volte non pensiamo: non sono sempre facili, a volte sono tortuose come le pieghe della nostra vita, ma difficilmente sappiamo cosa ci possano riservare.

Per me è stato così: una splendida sorpresa che mi ha aiutato a tornare a casa un po’ più sereneo e decisamente felice. Una felicità forte e profonda, vissuta e condivisa insieme anche a voi.

Vi scrivo per due motivi.

Il primo perché sono rimasto decisamente colpito da questa foto, che è uno splendido riassunto di un giorno vissuto insieme.

Simona, Mari e Vanda

Il vostro sguardo è rivolto verso un mare decisamente agitato, le cui onde raggiungevano la strada e facevano tremare la casa in cui stavamo.

Così è un po’ la nostra vita, ma le onde, per quanto alte e forti, non sono tutto il mare, e la luce che si staglia prepotente davanti a voi è un segno di un qualcosa che di bello vi attende, anche se può sembrare distante. Ma, ancor di più, è segno della Bellezza che portate dentro e che aspetta di esplodere e manifestarsi in tutto il suo splendore.

Il secondo motivo è per dirvi: “Grazie!“. Dal più profondo del mio cuore.

A volte noi poveri religiosi e sacerdoti pensiamo di essere i “superman” dell’anima altrui, come se fossimo noi gli unici dottori dell’anima.

Così non è.

Voi forse non lo sapete, perché probabilmente ci vergognamo a dirvelo, ma siete voi i nostri dottori dell’anima: quando aprite i vostri cuori all’amore di Dio e lasciate che dimori in voi, siamo noi – anzi – sono io ad essere guarito da tante mie incertezze e meschinità, perché vi fate strumenti dell’amore di un Dio che è misericordia.

E’ bello avervi accanto come compagne di viaggio, nel senso etimologico del termine: avere un unico Pane da spezzare e condividere.

Vi voglio bene.

don Lu