Ludwig

Heart speaks to heart


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L’umiltà di un Grande

Il demonio, dopo aver tentato un vano assalto contro Macario il Grande, gli dice:

Hai una grande forza, Macario; per questo non posso far nulla contro di te. Quello che fai tu, lo faccio anch’io: tu digiuni? io non mangio niente; tu vegli? io non dormo affatto. Vi è una sola cosa in cui mi vinci.

Quale?

gli domandò Macario.

La tua umiltà; per questo non ho alcun potere su di te.

(Detti, 11)

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Abba Antonio

Abba Antonio, scrutando l’abisso dei giudizi di Dio, chiese:

Signore, come mai alcuni muoiono in giovane età, altri vecchissimi? E perché alcuni sono poveri e altri sono ricchi? E come mai degli ingiusti sono ricchi e dei giusti sono poveri?.

E giunse a lui una voce che disse:

Antonio, veglia su di te. Questi giudizi spettano a Dio; non ti giova conoscerli.

(Detti, 2)

S._Antonio


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Messa in prova

Non metterai alla prova il Signore Dio tuo.

Mt 4,7b

Tornare a meditare sulle tentazioni di sicuro non mi fa male.

Probabilmente è vero che la mia vita di peccato non si pone strettamente nella materialità dei peccati che commetto, specialmente di quelli ricorrenti, quanto piuttosto nel mettere alla prova la misericordia di Dio attraverso la mia superficialità nel commettere peccati.

La “familiarità” con la misericordia, quando non è più motivo di meraviglia, di ringraziamento e di dono, significa che più probabilmente è familiarità accettata e pacifica di una vita di peccato in cui, in qualche maniera, mi compiaccio e mi rendo connivente: la misericordia di Dio diventa così un semplice salvagente da utilizzare nei momenti di maggiore difficoltà. Passata l’urgenza tutto ritorna come prima e, posato il salvagente, continuo a nuotare beato nella autoreferenzialità del mio peccato.

Ma la sequela di Cristo, così come mi ricorda questa pagina di Vangelo, è tutt’altra cosa.

Ancora una volta mi rendo conto che la mia lotta, la mia resistenza spirituale passa attraverso il rimettermi nelle mani di Dio, nell’affidare a Lui nella mia preghiera tutta la mia giornata, le mie relazioni, le mie paure, i miei incontri ed i miei peccati: ciò che non affido a Lui è destinato a crescere come un tumore che assorbe energie spirituali.

L’altro passaggio che mi colpisce è proprio l’ultimo versetto (11) dove, dopo aver resistito alle tentazioni, Gesù è servito dagli angeli.

Non è Gesù che si auto premia per dirsi quanto è stato bravo e come ha affrontato bene la situazione.

Non è lui che stende le mani per poter prendere qualcosa che gli spetterebbe, almeno apparentemente, come nella prima tentazione.

La verità è che è Dio che decide di servirlo attraverso i suoi angeli: la supremazia della Sua volontà è un assoluto che sa guardare ben oltre la mia povera vista o le mie meschine attese e false speranze.

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Una domanda

Questi esseri ricurvi

che camminano nella vita di sbieco e con gli occhi bassi,

queste anime sgangherate,

questi calcolatori di virtù, queste vittime domenicali,

questi teneri bebè,

queste vergini sbiadite,

questi vasi di noia,

questi sacchi di sillogismi,

queste ombre di ombre,

possono forse essere l’avanguardia di Daniele

in marcia contro la Bestia?

E. Mounier, L’avventura cristiana


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Un arcobaleno di furti

Onestamente provo a scrivere per provare a chiarirmi le idee, anche se mi pare un po’ difficile.

Difficile perché sono, in tutta onestà, confuso.

Quando succedeva qualche strage, tutti col nastrino nero  dicendo di essere un certo Carlo.

Ora no.

Tutto sembra cancellato a cuor leggero: ci hanno rubato il diritto di piangere sui nostri morti.

Da cittadino italiano, sono ormai stato scippato dagli anni ’90 della possibilità di gridare “Forza Italia!”. Povera patria…

La democrazia è diventata di tutti i partiti e quindi, in pratica, di nessuno: siamo sotto dittatura partitica.  Ci hanno rubato pure questa con le regole della “democrazia”.

Nella bella ed amata Sicilia, ci hanno rubato gli splendidi colori della bandiera, facendone una monocromia luttuosa.

Ci hanno rubato l’arcobaleno, di biblica memoria, per farne un orgoglio qualunque. Magari bastasse questo a rendere la vita più colorata per gli esseri umani.

Ci hanno rubato la croce (con la “c” minuscola) facendone un monile carico di tanta sapienza magica e di modaiola connivenza. Per me la potete pure mettere a testa sotto.

La lista rimane aperta, e lascio a ciascuno di voi  il divertimento di continuarla, se ne avete voglia, secondo i vostri gusti e convinzioni.

Personalmente, però, nutro una speranza per il genere umano.

Che si vengano a rubare altre due “cose”.

Queste:

the_passion_of_the_christ

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