Ludwig

Heart speaks to heart

Una con-siderazione

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«E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo».

(Gv 3,14)

La storia universale e la vita di ciascuno a volte sembrano essere senza alcun senso, come ciechi che camminano nella notte.

A questo barcollare si aggiunge il peso del peccato sociale e personale che aggrava ulteriormente la situazione. Per questo vivere può risultare stancante fino a ferire l’anima, perché alla fine sono così concentrato a guardare la punta dei miei piedi ed il terreno su cui cammino che mi dimentico di con-siderare tutto il resto, di alzare cioè gli occhi verso il cielo per allargare gli orizzonti del mio cuore.

Imparare a guardare il Figlio dell’uomo che è stato innalzato sulla Croce non è un rito magico che allevia le sofferenze, ma è un esercizio dello spirito per imparare a guardare la mia vita ed il mondo che mi circonda da una prospettiva sempre nuova, ricca di una com-passione che riscalda il cuore nonostante le gelide storture del peccato e di un egoismo a volte rivestito di santa evangelicità.

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