Ludwig

Heart speaks to heart

I saldi di Dio

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Questi dodici Gesù li inviò dopo averli così istruiti: “Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.

(Mt 10,5-8)

 

La frase è incastonata come una gemma preziosa all’interno del discorso missionario e sottolinea, a prima vista, la gratuità del dare.

Ed è vero.

Rimane da capire cosa dare in maniera così totale.

 Ad una prima lettura si potrebbe pensare che quello che dovrebbe essere impiegato sia il proprio tempo, le proprie doti e capacità: pure questo è vero.

Ad un secondo livello, un po’ più profondo, si può leggere uno spendersi totalmente, un dare la vita per gli altri, specialmente per chi vive (apparentemente) in “pochezza” di vita: è come se si trattasse di una giusta ridistribuzione tra chi ha avuto tanto e chi ha avuto poco o niente dalla vita.

Pure questo è evangelicamente coerente e vero.

Ma a mio avviso c’è un di più a cui non avevo fatto caso o a cui non ero arrivato.

I primi due livelli di lettura hanno un senso, almeno per me, ad una condizione: il rapporto tra ricevere e dare non si pone tanto su un piano di cose da fare, ma nella dimensione della più assoluta gratuità dell’Amore.

Il Signore non mi chiede tanto di dare la mia vita per gli altri, quanto di amare gli altri come Lui mi ama: la mia vita è una conseguenza di essere amato da sempre, ragion per cui non è primariamente che sono chiamato a dare la vita per gli altri. Sono innanzitutto chiamato a dare/amare gratuitamente, a rendere presente questo amore a perdere e senza ritorno: il dare la vita per gli altri, così come ha fatto Gesù per me, è solo una conseguenza, una testimonianza forte oltre ogni dire ed immaginazione.

 Da qui deriva un’altra conseguenza molto pregnante: se non ho la consapevolezza di essere non solo amato, ma semplicemente L’AMATO, cosa posso dare gratuitamente? 

Il sentirsi amato rimane l’unico luogo, l’ultimo spazio in cui sperimentare e vivere un’assoluta gratuità di vita.

Tutto il resto è un di più.

Gratuito.



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