Ludwig

Heart speaks to heart

Un po’ di grammatica

1 Commento

 «Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, e voi ne resterete meravigliati». (Gv 5, 20)

 

Entrare nella logica di Dio è un po’ difficile, lo ammetto e, più che altro, lo sperimento quotidianamente.

La questione diventa ancora più difficile da comprendere quando non riusciamo a decifrare quel “progetto che ci sovrasta”: ci sfuggono a volte le chiavi di lettura di certe realtà o perché non le frequentiamo o perché non riusciamo a metterci nei panni di chi ci sta davanti.

Ascoltare realmente in profondità qualcuno significa mettere da parte i propri schemi mentali in cui confidiamo (e frutto delle esperienze faticosamente vissute) per cercare di entrare in quelli di chi ci sta davanti: questo significa spogliarsi delle proprie certezze per farsi toccare nel profondo dell’anima.

 

Nel rapporto con Dio si tratta di fare un salto molto particolare, perché non si tratta più di un rapporto alla pari (uomo-uomo), ma di un rapporto decisamente asimmetrico, con tutto quello che ne consegue.

Anche la “grammatica” e la “sintassi” espressiva cambiano.

Cambia il linguaggio con il suo contenuto.

Un esempio è dato dall’uso di due verbi fondamentali nella grammatica relazionale Dio-uomo:

1.Dio utilizza un unico verbo: DARE.

2.L’uomo utilizza (ne sia cosciente o meno) solo il verbo RICEVERE.

 

Nel contesto umano i verbi vanno naturalmente insieme e nelle due direzioni del dare-ricevere: questo crea qualche difficoltà specialmente nel capire se quello che proviamo per qualcuno (o che riceviamo da qualcuno) sia vero amore.

Ma il fatto che nel rapporto con Dio esiste solo una direzione (il DARE di Dio verso l’uomo) e l’uomo si ritrovi solo a ricevere, crea una situazione in cui il ritmo  di Dio esula completamente dai nostri schemi: da qui nascono le grandi domande fatte a Lui per qualsiasi ingiustizia, situazione vissuta male, recriminazioni varie…

Lo stesso accade quando noi pretendiamo di dire o dare qualcosa a Lui con il desiderio più o meno inconscio di mostrarci giusti: come il bambino che regala una cravatta al proprio genitore per la festa del papà con i soldi dello stesso genitore…

 

Non abbiamo niente che non ci sia stato dato prima da Dio.

 

E quanto più questo vale per la vita di preghiera: «solo Diòs basta» diceva santa Teresa d’Avila.

 

Facile, no?

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One thought on “Un po’ di grammatica

  1. …..come al solito riesci a dire cose di una grandezza e profondità allucinante con poche parole,con esempi che fanno anche sorridere..(troppo carina ed esplicativa l\’immagine del bambino che regala la cravatta al papà con i suoi stessi soldi..)
    non abbiamo niente che non ci sia stato dato prima da DIO…quanto è vero questo e quanto spesso lo dimentichiamo!(dimentico)
    e come ci sentiamo buoni e "giusti " quando pensiamo di fare qualcosa per lui…(che poi LUI che bisogno può avere che io faccia qualcosa per lui?quanta presunzione nella nostra modestia e nel nostro altruismo c\’è a volte..)
    ti voglio bene
    alice
     

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