Ludwig

Heart speaks to heart

Il criterio di utilità del peccato

1 Commento

Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri.

Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.

Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione.

E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!

Col 3,12-15

Ne è passato di tempo, forse poco, forse tanto, ma di sicuro non perso inutilmente.

I viaggi più lunghi sono inevitabilmente quelli che partono dal cuore ed hanno lo stesso come arrivo: quello che si vede e si raccoglie durante questi “pellegrinaggi”, lo si porta con sé per lunghi periodi e, a volte, diventano parte integrante della propria vita, confermandola su alcune convinzioni ed aprendola ad altre.

Quello su cui mi sono fermato in particolare a riflettere in questo periodo è il lato opposto dell’inutilità dell’amore. Cioè se l’amore è inutile, come scrivevo tempo fa, il peccato è utile.

Ed ora provo a spiegarmi.

Quando faccio esperienza del peccato in maniera diretta, personale, oppure indiretta (cioè quello degli altri), la reazione istintiva è quella di biasimo e di rabbia, delusione e dispiacere, fino al punto di arrivare alla costruzione di un muro di disperazione che mi separa dal profondo di me stesso e dalle relazioni con gli altri.

Per me questa è UNA STUPIDA MENZOGNA!!! nel momento in cui mi rimbocco le maniche e cerco di recuperare a tutti i costi la pace e l’unità:

Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.

A volte confondiamo peccato e peccatore e la logica conclusione è che la persona in questione che sbaglia ci delude: come se fossimo in una grande azienda dove tutti sono chiamati a tutti i costi a “produrre” del bene e a comportarsi in maniera perfetta. Logica del tutto economica e non evangelica, che sacrifica l’uomo sull’altare di falso un “rendimento” spirituale.L’amore vero, quello inutile, almeno per me, si manifesta autenticamente in relazioni e comunità inefficienti: non c’è nessun tornaconto nell’amare, nessuna aspettativa di “produzione di bene”, nessun orgoglio ferito (per quale motivo poi, non so…), nessun “castigo” o premio, nessun avanzamento di carriera, nessuna aspettativa di perfezione.

Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione.

Io credo solo in questa perfezione, di cui ho già parlato nel post precedente.

L’amare a tutti i costi, costi quel che costi.

La prova se si è sulla strada giusta?

E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo.

Pace ed unità: quando non le ricerco il mio cuore è inquieto, ben sapendo, perché vissuto sulla mia pelle, che sono DONI di DIO.

E di tutto questo non posso che essere riconoscente al Dio che mi ha amato e liberato, che mi ama e che mi libera prima di qualsiasi mio merito.

Che bello.

Credo in un Dio inutile!!!

inutile

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One thought on “Il criterio di utilità del peccato

  1. carissimo amico mio, ci penso e ci ripenso  e sicuramente è come dici tu. se si ama è così e basta. però forse l\’unica speranza nell\’amore è di sentirsi accolti, accettati. non rifiutati o addirittura disprezzati. credo che questo sia lecito. ma forse non lo è…che confusione! 

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