Ludwig

Heart speaks to heart

Perfetto imperfetto

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Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.

Mt 5,48

Siamo nel famoso “discorso della montagna” e questo versetto sigilla una serie di detti di Gesù sull’amore, in maniera particolare e forte sull’amore ai nemici.

È questa la novità sconvolgente del suo insegnamento: non solo ci chiede di perdonare, ma specialmente di amare i nemici. Dall’amore verso di loro, dall’amore autentico che ama e basta, scaturisce il perdono del cuore, oltre quello della “testa”.

E per farci capire che non sta raccontando favole, che non sta facendo una semplice esortazione moralistica, Gesù stesso vive quello che dice sulla Croce, luogo di amore incondizionato di Dio per l’uomo.

Ma c’è una parola nel v. 48 che mi lascia spiazzato, che “grida” in maniera particolare al mio cuore:

perfetti.

Perfetti come il Padre.

La parola greca (tèleioi = perfetti) traduce una parola ebraica (tamim) che ha un significato profondamente bello: intero, completo, finito…

Gesù non parla mai di “perfezione” come di impeccabilità, di non peccabilità, perché ci direbbe una grande menzogna. L’uomo è peccatore e rimane tale e Gesù lo sa benissimo: pensare il contrario è solo superbia spirituale.

Gesù mi sta dicendo, anzi, mi sta chiedendo di essere come suo Padre, che ama tutti in maniera incondizionata, in modo “inutile”. Se voglio essere tamim, completo – mi ricorda Gesù –devo imparare ad amare tutti, anche chi mi fa del male.

O, in altre parole, quando mi ritrovo a non saper amare chi mi fa del male, quando covo nel mio cuore sentimenti di superiorità (“io sono giusto”, “io so qual è la vera giustizia”…) di rancore (“mi sento tradito”, “ora gli rinfaccio tutto quello che penso di lui, tutti i suoi errori”…), ebbene è proprio lì che sono incompleto, che sono non-completo, che sono all’opposto di Papà, e quindi un figlio “degenere”. 

Certo, ad amare s’impara, e le cadute sono da mettere realisticamente in conto.

Ma lo sguardo cerco di tenerlo fisso là “dove è il mio tesoro” (Mt 6,21).

XII_estacion

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